Francesca Bernasconi La bozza con le richieste delle Regioni: dagli impianti di sci, ai ristoranti, fino alle palestre e ai centri termali degli alberghi. Al centro anche la divisione in zone: "Più chiarezza sui passaggi tra fas...

Palestre, ristoranti, hotel e sci: tutte le richieste delle Regioni

La bozza con le richieste delle Regioni: dagli impianti di sci, ai ristoranti, fino alle palestre e ai centri termali degli alberghi. Al centro anche la divisione in zone: “Più chiarezza sui passaggi tra fasce”

Apertura dei servizi di ristorazione fino alle 23.00, possibilità di usufruire di palestre, piscine e centri benessere interni agli hotel e uso degli impianti di sci per chi pernotta nella zona. Sono alcune delle “prime proposte condivise dalle Regioni e dalle Province autonome per l’adozione del prossimo Dpcm” contenute nella bozza visionata da Agi, che i governatori sottoporranno all’esecutivo.

Con lo spirito di leale collaborazione, si avanzano alcune proposte di merito che, nell’ambito di un quadro di rigore, qualora vi siano dati positivi per una Regione, potrebbero garantire una graduale ripresa del tessuto sociale ed economico“, premettono i presidenti delle Regioni italiane che chiedono come prima cosa un allineamento del prossimo Dpcm con la circolare del Ministero della Salute dello scorso 12 ottobre. Nel testo viene spiegato che il Dpcm del 3 novembre “prevede, per il reintegro di lavoratori dopo l’infezione da Covid-19, la certificazione di avvenuta negativizzazione del tampone rilasciata dal Dipartimento di Prevenzione competente per territorio“. La circolare del Ministero di ottobre, invece, prevede che “le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per Sars-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi“.

Le richieste riguardano anche la divisione in zone, con l’introduzione di un sistema più chiaro, perché, come premettono i governatori nel testo, “in questa seconda ondata, gli attuali strumenti e misure di protezione civile messi in campo per affrontare una pandemia che dura da oltre 10 mesi, rischiano di non essere più adeguati, anche in considerazione della stagione influenzale ormai alle porte e dell’avvio della straordinaria campagna vaccinale per il Covid“. Per questo risulta necessario un “intervento di chiarezza legislativa”: “per questo, si rende opportuno anche, stabilire un percorso procedurale più chiaro per il collocamento e il superamento dei termini per il passaggio tra le diverse fasce, rendendo al contempo trasparenti i dati e le modalità di applicazione dei parametri“.

Per quanto riguarda, invece, le attività economiche, già duramente provate dalla crisi, la bozza con le richieste delle Regioni prevede che venga consentita “l’apertura dei servizi di ristorazione (e assimilati) fino alle ore 23, sia per le attività di somministrazione nel locale sia per le attività di asporto“. I governatori chiederanno anche al governo di “consentire le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, che si trovino all’interno di alberghi e/o strutture ricettive limitatamente ai propri clienti che sono ivi alloggiati”. La bozza affronta anche il nodo degli impianti sciistici, chiedendo la valutazione di un’apertura “per chi pernotta almeno una notte nelle strutture ricettive o a chi ha in affitto o possiede una seconda casa, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza“. Sempre per gli impianti da sci, il testo ricorda anche la possibilità di “ristori certi in percentuale del fatturato dello stesso periodo dell’anno scorso (alta stagione), nonché certezza sulla data e sulle condizioni di apertura degli impianti“.

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