Sara Frisco L'attore con Liv Tyler nella serie "9-1-1 - Lonestar". "Una storia realmente accaduta" Dopo il successo di 9-1-1, è arrivata su Fox (112, Sky) 9-1-1 Lone Star, spin off che vede protagonisti Robe Lowe e Liv Tyler. ...

“Ho scelto di interpretare un vigile del fuoco, vero supereroe umano”

L’attore con Liv Tyler nella serie “9-1-1 – Lonestar”. “Una storia realmente accaduta”

Dopo il successo di 9-1-1, è arrivata su Fox (112, Sky) 9-1-1 Lone Star, spin off che vede protagonisti Robe Lowe e Liv Tyler.

Ogni lunedì alle 21.00, il pubblico che ha amato le storie dell’originale potrà raddoppiare con le avventure di una squadra di vigili del fuoco di Austin, Texas. Fra capacità d’azione, coraggio, empatia e attitudine al comando si muove Owen Strand, interpretato da Rob Lowe (il protagonista di Cattive compagnie, I ragazzi della 56ma strada e, più recentemente, della serie tv Parks and Recreation). Strand è un capitano dei pompieri di New York sopravvissuto all’11 settembre e ora è chiamato a formare una nuova squadra dopo che un incidente ha distrutto un’intera stazione dei pompieri nella città texana. Fra i paramedici che lo affiancano nelle operazioni di pronto soccorso c’è Michelle Blake, interpretata da Liv Tyler. Owen però nasconde un segreto, una malattia contratta dopo l’attentato alle Torri Gemelle, vent’anni prima, a New York. Molta adrenalina – senza indulgere per una volta all’abuso delle armi – e una particolare attenzione all’inclusione (nella squadra dei pompieri c’è una donna mussulmana, un trans e il figlio di Strand, anche lui pompiere, che è gay) fanno di 9-1-1- Lone Star uno show al passo con i tempi e molto, forse troppo, «politically correct».

Mr Lowe, cosa le piace di questa serie?

«Soprattutto il fatto che è chiassosa, audace, piena di azione e basata sulla realtà. Se vi è piaciuta la prima serie, 9-1-1, questa vi piacerà ancora di più. È uno show completamente diverso ma regala tutto quello che dell’originale il pubblico ha amato».

Si è divertito a prendere parte a tutte quelle scene d’azione?

«Tantissimo. Arrivo a casa a fine giornata con la sensazione di essere un po’ uno di loro. Anche portare 40 chili di equipaggiamento addosso aiuta. Il dodicenne che è in me è entusiasta».

Si è allenato?

«Mi sono esercitato insieme ai pompieri di Los Angeles, ho molti amici fra i vigili del fuoco. Conosco la portata del loro contributo alla società e li ammiro. Oggi ancora di più, gli operatori del pronto soccorso sono eroi moderni».

Super eroi umani.

«Proprio così! Sono contento che, nell’industria dell’intrattenimento di oggi, che sempre più rappresenta quasi esclusivamente storie di supereroi, io sia riuscito a interpretare un vero essere umano».

Ha avuto qualche esperienza con emergenze, ultimamente?

«Fortunatamente non sanitarie, ma io vivo a Santa Barbara, due ore a nord di Los Angeles. È un bellissimo posto ma è zona soggetta a incendi boschivi devastanti. I miei vicini hanno perso la casa due anni fa. Io ho ospitato i pompieri intervenuti, ho provveduto a loro con il cibo. Era il mio modo di dire grazie e onorare il loro incredibile lavoro».

Cosa ha imparato osservandoli in azione?

«Mi interessava capire perché questi uomini e donne mettono la loro vita in gioco, tutti i giorni, per gli altri».

Domande ancora più importanti oggi, in questa emergenza sanitaria.

«Sì, mi affascina davvero tanto capire quali sono le motivazioni che spingono certi esseri umani ad azioni così altruistiche».

Questa serie ha un’altra caratteristica: la diversificazione dei personaggi che compongono la squadra dei vigili del fuoco.

«Trovo che sia un messaggio davvero importante. Brian Michael Smith, interpreta un pompiere trans. È una storia ispirata a un personaggio reale, un vigile del fuoco di Chicago».

Nel cast cè Liv Tyler e lei ha un rapporto speciale con la famiglia Tyler.

«Quando trent’anni fa decisi di smettere di bere entrai in depressione. Poi ricevetti una telefonata. Era Steven Tyler degli Aerosmith. Mi disse: ho sentito che ti stai disintossicando, volevo solo dirti che andrà tutto alla grande. Ricordo di aver pensato che se Steven Tyler era quello che era pur essendo passato dalla mia stessa esperienza, potevo farlo anch’io. Devo a lui una parte importante di chi sono oggi».

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