Sabrina Cottone Beneficio anche a chi già percepisce il sussidio di Stato. La ministra dell'Agricoltura si commuove in diretta tv Chi riceve il reddito di cittadinanza (o altri ammortizzatori sociali) potrà cumulare contratti a...

Ufficiale, clandestini “sanati”. Bellanova come la Fornero

Beneficio anche a chi già percepisce il sussidio di Stato. La ministra dell’Agricoltura si commuove in diretta tv

Chi riceve il reddito di cittadinanza (o altri ammortizzatori sociali) potrà cumulare contratti a termine per fare lavori stagionali. È una delle novità venute fuori dal decreto Rilancio, che completa il quadro della regolarizzazione a tempo dei migranti, con permessi di soggiorno rinnovabili della durata di sei di mesi, la cosiddetta sanatoria, e dell’emersione dal lavoro nero di italiani e stranieri su cui si è accapigliata la maggioranza e si sono spaccati i Cinque stelle. La soluzione trovata per braccianti, colf e badanti scontenta l’opposizione, da Forza Italia a Fratelli d’Italia alla Lega.

A stendere il testo finale il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che ha parlato di volontà di «garantire dignità delle persone, sicurezza sanitaria, tutela della legalità ed esigenze del mercato del lavoro». Lamorgese ha spiegato di aver lavorato con il ministro per il Sud, il dem Giuseppe Provenzano, il ministro del Lavoro, la 5s Nunzia Catalfo, e il ministro dell’Agricoltura, la renziana Teresa Bellanova, un passato da bracciante, che per Italia viva era stata la prima a lanciare il tema della regolarizzazione di coloro che, in buona parte stranieri, lavorano in agricoltura e che aveva anche minacciato le dimissioni quando il provvedimento sembrava essere decaduto. Alla fine del consiglio dei ministri proprio la Bellanova si è commossa e non è riuscita a trattenere le lacrime: «Per la mia storia è un punto fondamentale. Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili. Da oggi vince lo Stato perché è più forte della criminalità e del caporalato». Via social la soddisfazione di Matteo Renzi: «Fiero e orgoglioso delle battaglie di Teresa Bellanova».

Ma nonostante la presenza al tavolo della Catalfo, i Cinque stelle hanno voluto alzare la posta per fare sentire la propria voce e cercare di raccogliere consensi anche tra l’elettorato scontento dalla sanatoria. Così nella notte tra martedì e mercoledì Provenzano e il reggente di M5s Vito Crimi hanno limato l’intesa, con cui in sostanza i grillini hanno accettato di sottoscrivere la proposta che tanto avevano osteggiato nei giorni scorsi. Crimi si è comunque detto contento dell’esclusione dall’accordo della sanatoria penale per chi è accusato di caporalato e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, critica alla radice l’intero provvedimento: «Il tema di fondo ora sono i voucher in agricoltura e il sostegno alle imprese perché continuino a dar lavoro. Ci sono tanti italiani che hanno bisogno di lavorare e il maggior aiuto alle famiglie adesso arriva riaprendo le scuole». Il leader della Lega, Matteo Salvini, accusa il governo di voler «premiare chi non rispetta le regole» e dice che «ci sono milioni di italiani in cerca di un lavoro, come tanti immigrati in regola, che lo cercano». Il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli di Fdi, dichiara che il provvedimento porta a «attrarre immigrazione clandestina».

Uno dei temi più discussi è la ragione per cui il governo abbia scelto la regolarizzazione invece di «arruolare» chi percepisce il reddito di cittadinanza per lavorare nei campi o nelle case come colf o badante, anche se, come spiega Catalfo, la norma «consentirà di accettare una proposta di lavoro senza perdere il diritto al beneficio». L’ex ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, è convinto che si porteranno «con percorsi chiari nelle regole e nella legalità settori in mano alla criminalità».

La Coldiretti definisce «non risolutiva» la regolarizzazione dei migranti perché «ci vorrà tempo e nelle campagne le esigenze sono immediate» e chiede «corridoi verdi» con altri Paesi per poter impiegare gli stessi lavoratori con esperienza. D’altra parte non mancano le preoccupazioni di chi lavora ai confini del Paese e ha bisogno di aiuto per operare, come i poliziotti in servizio in Friuli Venezia Giulia. Il Coisp lamenta la riduzione del personale della polizia di frontiera: «Mancano veicoli dedicati al trasporto dei migranti, non ci sono strutture idonee per la quarantena né interpreti. Così non si può reggere a lungo».

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