Enza Cusmai Il costo è di 50 centesimi. Lo Stato ripagherà la differenza a chi le vende Nuovo accordo, nuova strategia che, si spera, eviti di rivedere imbarazzanti cartelli affissi sulle vetrine di molte farmacie: «Mascherine ...

Trenta milioni di mascherine alle farmacie ma nel prezzo calmierato è nascosto il trucco

Il costo è di 50 centesimi. Lo Stato ripagherà la differenza a chi le vende

Nuovo accordo, nuova strategia che, si spera, eviti di rivedere imbarazzanti cartelli affissi sulle vetrine di molte farmacie: «Mascherine chirurgiche a 50 centesimi esaurite. Chiedete ad Arcuri». Frasi provocatorie ma che riflettevano la tensione vissuta dopo una prima intesa tra il commissario Domenico Arcuri e le farmacie affossata in un mare di polemiche. Ma ora c’è un’aria nuova. Circolano più mascherine e più soldi. Arcuri ieri ha annunciato che fornirà alle farmacie e parafarmacie 30 milioni di pezzi da vendere sempre al prezzo di 50 centesimi. E Marco Cossolo, presidente di Federfarma aggiunge che è stato fatto «un importante passo avanti».

Ma cosa è cambiato? Arcuri, determinato a salvare capra e cavoli, ha sfoderato il meccanismo «di ristoro» di cui aveva già accennato in altre occasioni. In pratica, il commissario (con soldi pubblici) ripaga alle farmacie la differenza tra il prezzo di vendita calmierato e quello di importazione. Le farmacie dovranno autocertificare quante mascherine avevano già in magazzino prima del 27 aprile, quando è scattato il prezzo calmierato e con un bonifico riceveranno la differenza.

Alla fine, con il nuovo accordo, nonostante il commissario dica che vendere mascherine a prezzo superiore a 50 centesimi sia speculazione, sarà proprio lui (sempre con soldi pubblici) a pagare agli importatori le eventuali perdite per mascherine acquistate all’estero a prezzo superiore tra il 13 maggio e il 30 giugno.

Il braccio di ferro tra chi vuole un prezzo calmierato per accontentare anche le fasce più deboli della popolazione e le associazioni dei distributori sembra quindi arrivato ad una conclusione che soddisfa entrambe le esigenze. Ma la diffidenza è lecita dopo un tira e molla durato settimane. Tanto che Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma aggiunge: «In questa settimana siamo riusciti ad avere un 3-400 mascherine a farmacia grazie ai nostri distributori, esaurite nel giro di un’ora. Speriamo nel nuovo accordo, ma ancora non vedo un meccanismo che gira a regime».

Ma il Commissario spiega che assieme alle due associazioni di distributori per il tramite delle aziende associate, saranno garantite alle farmacie circa 20 milioni di mascherine alla settimana. «Tra poche ore inizia il periodo più delicato della fase 2 ha spiegato e siamo pronti a compiere uno sforzo straordinario nella distribuzione».

Gli operatori sembrano contenti dell’accordo «ristoratore». Il presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirone e Sandro Morra di Adf (Associazione distributori farmaceutici) sostengono che «la decisione del commissario Arcuri è una buona notizia per i cittadini e per tutte le farmacie italiane. Ancora una volta saranno le nostre società a garantire una tempestiva consegna delle mascherine attraverso la capillare rete delle farmacie sull’intero territorio nazionale». Speriamo che sia la volta buona.

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Enza Cusmai Il costo è di 50 centesimi. Lo Stato ripagherà la differenza a chi le vende Nuovo accordo, nuova strategia che, si spera, eviti di rivedere imbarazzanti cartelli affissi sulle vetrine di molte farmacie: «Mascherine ...

Trenta milioni di mascherine alle farmacie ma nel prezzo calmierato è nascosto il trucco

Il costo è di 50 centesimi. Lo Stato ripagherà la differenza a chi le vende

Nuovo accordo, nuova strategia che, si spera, eviti di rivedere imbarazzanti cartelli affissi sulle vetrine di molte farmacie: «Mascherine chirurgiche a 50 centesimi esaurite. Chiedete ad Arcuri». Frasi provocatorie ma che riflettevano la tensione vissuta dopo una prima intesa tra il commissario Domenico Arcuri e le farmacie affossata in un mare di polemiche. Ma ora c’è un’aria nuova. Circolano più mascherine e più soldi. Arcuri ieri ha annunciato che fornirà alle farmacie e parafarmacie 30 milioni di pezzi da vendere sempre al prezzo di 50 centesimi. E Marco Cossolo, presidente di Federfarma aggiunge che è stato fatto «un importante passo avanti».

Ma cosa è cambiato? Arcuri, determinato a salvare capra e cavoli, ha sfoderato il meccanismo «di ristoro» di cui aveva già accennato in altre occasioni. In pratica, il commissario (con soldi pubblici) ripaga alle farmacie la differenza tra il prezzo di vendita calmierato e quello di importazione. Le farmacie dovranno autocertificare quante mascherine avevano già in magazzino prima del 27 aprile, quando è scattato il prezzo calmierato e con un bonifico riceveranno la differenza.

Alla fine, con il nuovo accordo, nonostante il commissario dica che vendere mascherine a prezzo superiore a 50 centesimi sia speculazione, sarà proprio lui (sempre con soldi pubblici) a pagare agli importatori le eventuali perdite per mascherine acquistate all’estero a prezzo superiore tra il 13 maggio e il 30 giugno.

Il braccio di ferro tra chi vuole un prezzo calmierato per accontentare anche le fasce più deboli della popolazione e le associazioni dei distributori sembra quindi arrivato ad una conclusione che soddisfa entrambe le esigenze. Ma la diffidenza è lecita dopo un tira e molla durato settimane. Tanto che Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma aggiunge: «In questa settimana siamo riusciti ad avere un 3-400 mascherine a farmacia grazie ai nostri distributori, esaurite nel giro di un’ora. Speriamo nel nuovo accordo, ma ancora non vedo un meccanismo che gira a regime».

Ma il Commissario spiega che assieme alle due associazioni di distributori per il tramite delle aziende associate, saranno garantite alle farmacie circa 20 milioni di mascherine alla settimana. «Tra poche ore inizia il periodo più delicato della fase 2 ha spiegato e siamo pronti a compiere uno sforzo straordinario nella distribuzione».

Gli operatori sembrano contenti dell’accordo «ristoratore». Il presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirone e Sandro Morra di Adf (Associazione distributori farmaceutici) sostengono che «la decisione del commissario Arcuri è una buona notizia per i cittadini e per tutte le farmacie italiane. Ancora una volta saranno le nostre società a garantire una tempestiva consegna delle mascherine attraverso la capillare rete delle farmacie sull’intero territorio nazionale». Speriamo che sia la volta buona.

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