Alberto Giannoni I dem volevano sostituirlo con un tecnico. Si astengono Iv e +Europa Il Pd ci ha provato. Ma è andata male. Ha provato a mettere l'uno contro l'altro i partiti del centrodestra, «seducendo» la Lega, cioè quello...

Sfiducia a Gallera, suicidio della sinistra. Il Pd si spacca e salva l’assessore lombardo

I dem volevano sostituirlo con un tecnico. Si astengono Iv e +Europa

Il Pd ci ha provato. Ma è andata male. Ha provato a mettere l’uno contro l’altro i partiti del centrodestra, «seducendo» la Lega, cioè quello che a parole considera come il pericolo massimo per la democrazia italiana. Ci ha provato, ma ha finito per spaccare il centrosinistra, perdendo per strada i renziani e non solo.

Teatro del pasticcio il Consiglio regionale lombardo, dove ieri su richiesta del gruppo dem è stata messa all’ordine del giorno una strana mozione di «sfiducia» ai danni dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera di Forza Italia. Strana la mozione, perché non citava neanche il nome di Gallera, e strana perché non aveva la forma di una «censura» – che avrebbe comportato il voto palese, meno insidioso per la maggioranza – ma era stata pensata come una mozione ordinaria che può essere sottoposta al voto segreto. Chiaro il tentativo di incassare nel segreto dell’urna il voto di qualche «franco tiratore» del centrodestra.

Il Pd, insomma, ha pensato di disarticolare la giunta regionale usando il bastone con Fi e la carota con la Lega, e secondo qualche rumor di Palazzo avrebbe prospettato a qualcuno nel Carroccio una sorta di «tregua» che sarebbe dovuta passare dal nome di un nuovo assessore, un profilo tecnico non sgradito né ai leghisti né al Pd.

Il Pd lombardo all’inizio dell’emergenza aveva scelto un profilo basso. Poi è partita una campagna feroce ed è stato messo a fuoco l’obiettivo: l’assessorato al Welfare, da abbattere a qualunque costo, fosse pure d’intesa con la Lega. Le sirene del Pd però non hanno incantato nessuno nel centrodestra. D’altra parte lo stesso governatore Attilio Fontana, sempre in prima linea con Gallera nella battaglia Covid, due giorni fa ha liquidato come «sciacallaggio politico» la campagna dell’opposizione. Neanche in discussione la lealtà di Forza Italia, che due giorni fa ha ribadito il sostegno a Gallera con una lettera firmata da tutti gli eletti. L’emergenza pare aver compattato il centrodestra: votando in aula un piano da tre miliardi, il capogruppo azzurro Gianluca Comazzi, come il leghista Roberto Anelli ha parlato di una «legge straordinaria per rilanciare l’economia lombarda». Poi l’epilogo su Gallera: i 5 Stelle hanno detto sì alla «sfiducia», ma prima ancora che si votasse la mozione Pd, l’unica consigliera renziana, Patrizia Baffi, ha annunciato l’intenzione di non partecipare al voto, il radicale di Più Europa Michele Usuelli si è astenuto, e i Civici di Giorgio Gori, pur votandola, hanno fatto sapere di non condividere la mozione. E alla fine tre franchi tiratori sono spuntati a sinistra. Un disastro.

Alberto Giannoni I dem volevano sostituirlo con un tecnico. Si astengono Iv e +Europa Il Pd ci ha provato. Ma è andata male. Ha provato a mettere l'uno contro l'altro i partiti del centrodestra, «seducendo» la Lega, cioè quello...

Sfiducia a Gallera, suicidio della sinistra. Il Pd si spacca e salva l’assessore lombardo

I dem volevano sostituirlo con un tecnico. Si astengono Iv e +Europa

Il Pd ci ha provato. Ma è andata male. Ha provato a mettere l’uno contro l’altro i partiti del centrodestra, «seducendo» la Lega, cioè quello che a parole considera come il pericolo massimo per la democrazia italiana. Ci ha provato, ma ha finito per spaccare il centrosinistra, perdendo per strada i renziani e non solo.

Teatro del pasticcio il Consiglio regionale lombardo, dove ieri su richiesta del gruppo dem è stata messa all’ordine del giorno una strana mozione di «sfiducia» ai danni dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera di Forza Italia. Strana la mozione, perché non citava neanche il nome di Gallera, e strana perché non aveva la forma di una «censura» – che avrebbe comportato il voto palese, meno insidioso per la maggioranza – ma era stata pensata come una mozione ordinaria che può essere sottoposta al voto segreto. Chiaro il tentativo di incassare nel segreto dell’urna il voto di qualche «franco tiratore» del centrodestra.

Il Pd, insomma, ha pensato di disarticolare la giunta regionale usando il bastone con Fi e la carota con la Lega, e secondo qualche rumor di Palazzo avrebbe prospettato a qualcuno nel Carroccio una sorta di «tregua» che sarebbe dovuta passare dal nome di un nuovo assessore, un profilo tecnico non sgradito né ai leghisti né al Pd.

Il Pd lombardo all’inizio dell’emergenza aveva scelto un profilo basso. Poi è partita una campagna feroce ed è stato messo a fuoco l’obiettivo: l’assessorato al Welfare, da abbattere a qualunque costo, fosse pure d’intesa con la Lega. Le sirene del Pd però non hanno incantato nessuno nel centrodestra. D’altra parte lo stesso governatore Attilio Fontana, sempre in prima linea con Gallera nella battaglia Covid, due giorni fa ha liquidato come «sciacallaggio politico» la campagna dell’opposizione. Neanche in discussione la lealtà di Forza Italia, che due giorni fa ha ribadito il sostegno a Gallera con una lettera firmata da tutti gli eletti. L’emergenza pare aver compattato il centrodestra: votando in aula un piano da tre miliardi, il capogruppo azzurro Gianluca Comazzi, come il leghista Roberto Anelli ha parlato di una «legge straordinaria per rilanciare l’economia lombarda». Poi l’epilogo su Gallera: i 5 Stelle hanno detto sì alla «sfiducia», ma prima ancora che si votasse la mozione Pd, l’unica consigliera renziana, Patrizia Baffi, ha annunciato l’intenzione di non partecipare al voto, il radicale di Più Europa Michele Usuelli si è astenuto, e i Civici di Giorgio Gori, pur votandola, hanno fatto sapere di non condividere la mozione. E alla fine tre franchi tiratori sono spuntati a sinistra. Un disastro.