Cristina Verdi La giornalista di origine palestinese accusa la "destra estremista" per il "linciaggio" nei confronti di Silvia-Aisha: "Chi la critica danneggia gli interessi italiani e il dialogo con il mondo musulmano" "Avrei ...

Rula zittisce chi critica Silvia: “Rovinate rapporti con l’Islam”

La giornalista di origine palestinese accusa la “destra estremista” per il “linciaggio” nei confronti di Silvia-Aisha: “Chi la critica danneggia gli interessi italiani e il dialogo con il mondo musulmano”

“Avrei preferito che ci fossimo fermati tutti sulla soglia dell’abbraccio fra Silvia e sua madre”. E invece, secondo Rula Jebreal, ospite ieri di Corrado Formigli a Piazza Pulita su La7, sul caso della cooperante del Casoretto, rapita diciotto mesi fa in Kenya e consegnata nelle mani dei terroristi di al Shabaab, politica e media si sarebbero spinti troppo oltre.

Il j’accuse è agli “estremisti di destra”. Sembrano “dialogare con l’estremismo islamico”, accusa la giornalista di origine palestinese commentando le parole pronunciate alla Camera dal deputato leghista Alessandro Pagano, che aveva definito la Romano una “neo terrorista”, con riferimento alla veste islamica con cui la ragazza è scesa dall’aereo che l’ha riportata da Mogadiscio a Roma.

Si tratta, denuncia la Jebreal in collegamento da Miami, in Florida, di un “linciaggio ai danni di un ostaggio appena liberato”. “C’è qualcosa di molto grave – ha aggiunto – il velo diventa il simbolo di un insopportabile e intollerabile scontro di civiltà”. Uno scontro, va avanti l’opinionista, ingaggiato dagli “estremisti di destra”. “Come al solito – ha detto – arrivano armati di approcci ideologici e dogmatici, confondendo l’Islam con l’estremismo”. È necessario al contrario, ha aggiunto, “dialogare con l’Islam”.

“I musulmani sono 1,8 miliardi in tutto il mondo, vogliamo fare la guerra a tutti loro?”, incalza Rula che biasima chi si scandalizza per la “conversione” di Silvia. Insomma, per la Jebreal chi critica la cooperante milanese per aver indossato un “jilbab” dello stesso colore delle uniformi degli Shabaab somali o mette in dubbio la sincerità del suo passaggio alla religione musulmana, “danneggia gli interessi nazionali dell’Italia”, “dal punto di vista economico, di sicurezza e di dialogo” con il mondo musulmano. Questi, secondo Rula, sarebbero i frutti della “campagna di disinformazione rispetto all’Islam”, inaugurata dalla destra, che danneggerebbe l’immagine del nostro Paese, oltre a “mettere a rischio la vita stessa” della ragazza.

Ieri a cercare di placare le polemiche è intervenuta la stessa volontaria 24enne, che dal suo profilo Facebook ha fatto appello ai suoi follower: “Non arrabbiatevi per difendermi, il peggio per me è passato, godiamoci questo momento insieme”. Nonostante gli “hater” – la procura di Milano ha aperto un’indagine per minacce aggravate e valuta di mettere la giovane sotto scorta – “sono felice – ha scritto Silvia – perché ho ritrovato i miei cari ancora in piedi, grazie a Dio, nonostante il loro grande dolore”.

E oggi ha voluto ringraziare pubblicamente anche la comunità islamica d’Italia che le ha dato il benvenuto in un video. “Che Allah vi benedica per tutto questo affetto che mi state dimostrando”, ha scritto la Romano in un commento al filmato pubblicato sui canali social del portare musulmano La Luce.

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