Francesca Rossi Regnare non è mai stato un gioco, ma un’arte a cui ci si prepara con anni di studi ed esperienze sul campo, come sanno molto bene la regina Elisabetta, Kate Middleton e tutta la royal family britannica Regina si...

Rapimenti, abiti e insegnamento: le regine sono educate per regnare

Regnare non è mai stato un gioco, ma un’arte a cui ci si prepara con anni di studi ed esperienze sul campo, come sanno molto bene la regina Elisabetta, Kate Middleton e tutta la royal family britannica

Regina si nasce o si diventa? La nascita non è poi così importante. Sarebbe più corretto dire che re e regine si diventa attraverso lo studio e perfino una preparazione psicologica. Abbiamo esempi, come quello della regina Elisabetta o di Kate Middleton, in cui la predestinazione c’entra poco o nulla. Diventare sovrana (o sovrano) è un lungo processo, un lavoro che ne precede un altro, cioè quello dell’esercizio del potere. Una volta che la corona si è posata sul capo del nuovo re o della nuova regina non è tutto finito. È solo l’inizio. Dopo l’incoronazione bisogna mettere in pratica ciò che si è imparato. Questo è il punto principale. Cosa studiano i futuri monarchi? Come si preparano al loro ruolo?

L’educazione dei bambini e dei ragazzi destinati a regnare è un vero affare di Stato, oggi come in passato. Regnare non significa solo avere molti privilegi, ma essere in grado di guidare una nazione in base a prerogative ufficiali e doveri che cambiano nel corso del tempo e in base ai Paesi. Non bisogna solo conoscere delle nozioni, ma sviluppare al meglio determinate doti fin da piccoli (e quando non sono un talento, un dono di natura, bisogna applicarsi ancora di più). Certo, nella Storia vi siano stati esempi di re e regine con notevoli lacune in molte materie ma capaci comunque di esercitare il potere nella maniera più onesta, intelligente e corretta. In passato, poi, le regine hanno anche dovuto impegnarsi al massimo per dimostrare di essere capaci di regnare quanto gli uomini (e molte volte anche meglio). Perfino la regina Elisabetta ha dovuto farlo, sfidando pregiudizi sull’inesperienza e sulla giovane età. Sua Maestà britannica è l’esempio perfetto di ciò che è e di come nasce una regina.

Non era destinata a regnare. Se suo zio Edoardo VIII non avesse abdicato, la sua vita sarebbe stata molto diversa, quella di una principessa di un ramo cadetto dei Windsor. Elisabetta è stata l’ultima della royal family inglese a studiare a casa con dei precettori, come ci ricorda Vanity Fair. Ha iniziato le sue lezioni quando viveva al 145 di Piccadilly, a Londra, poi nella residenza di White Lodge (Richmond Park) e infine a Buckingham Palace. I primi due elementi che distinguono una principessa o una sovrana sono il portamento e il modo di parlare. La regina Elisabetta ha imparato l’etichetta e il protocollo reale da sua madre, Elizabeth Bowes Lyon, ma ha preso anche lezioni di danza, proprio come fa oggi il nipote George. Non è un caso, visto che il ballo contribuisce nella formazione di un corpo forte e aggraziato.

Per quanto riguarda l’arte della parola, bisogna sapere che i reali inglesi hanno un accento particolare, diverso da quello delle altre classi sociali, un “posh accent”, cioè un accento elegante e ricercato. Come spiega la BBC questo modo di parlare deriverebbe dai prestigiosi collegi destinati agli eredi della classe medio-alta d’Inghilterra già nell’Ottocento. Questi istituti si trovavano nella parte sud-est di Londra, quindi prediligevano l’accento di quella zona. Con il tempo questo particolare linguaggio divenne comune a tutti i membri della upper class, reali compresi. Oggi gli esperti notano un cambiamento nell’espressione della regina Elisabetta, un affievolimento di questo “posh accent” (benché i pareri non siano unanimi). Non è niente di strano, tutte le lingue si evolvono, possono subire piccole variazioni foniche da persona a persona e ogni parlante può mutare la propria pronuncia nel tempo.

La giovane Lilibet aveva a disposizione anche maestri che le insegnavano materie più “canoniche” come lettura, scrittura e pianoforte. Tra queste ve ne era una fondamentale per una futura sovrana, lo studio delle lingue. A Buckingham Palace la governante scozzese Marion Crawford si occupava delle materie linguistiche e della musica. Elisabetta e Margaret impararono a parlare fluentemente francese e tedesco. Le lezioni duravano dalle 9 alle 13 tutti i giorni. Del resto una vera regina deve essere in grado di comunicare almeno nelle lingue più importanti e parlate (l’esempio eccezionale è Cleopatra, che secondo la leggenda parlava 9 lingue ed era in grado di comprendere tutti i regnanti più potenti del suo tempo). A quanto sembra Kate Middleton conoscerebbe un po’ di italiano grazie ai suoi studi d’arte a Firenze e parlerebbe anche un po’ di arabo, poiché da bambina ha vissuto con i genitori ad Amman, in Giordania.

Altra cosa fondamentale che una futura monarca non può trascurare è la lettura. I libri sviluppano fantasia, abilità logiche e linguistiche, oltre a raccontarci diversi punti di vista sul mondo di cui facciamo esperienza ogni giorno. La regina Elisabetta, per esempio, ama leggere Jane Austen, Robert Louis Stevenson, Shakespeare, Dickens e sulle loro opere si è formata come persona e come monarca. Un re o una regina (passione condivisa con Kate) non possono ignorare la Storia e tantomeno quella del loro Paese. Elisabetta II iniziò a studiare Storia Costituzionale quando aveva appena 10 anni. Il suo insegnante fu Henry Marten, vicedirettore dell’Eton College in cui un giorno avrebbero studiato anche William e Harry. La principessa Lilibet non era mai sola. Oltre alla sorella poteva contare su un gruppo di ragazze scout, le Girls Guide, composto dalle figlie degli impiegati di palazzo. Nel tempo libero Elisabetta preferiva nuotare e naturalmente andare a cavallo.

Anche Kate Middleton è un caso emblematico. Una commoner entrata a palazzo che non era preparata alla vita da royal, non pensava fosse nel suo destino (ma ci sperava) e ce l’ha messa tutta per imparare e per non deludere William e i Windsor. Kate ha dovuto apprendere in pochi anni ciò per cui una principessa studia una vita intera. L’etichetta, il modo di parlare, di muoversi, di mangiare, di camminare, di sedersi, di bere il tè, di rivolgersi alle persone, le regole dello stile e dell’eleganza nell’abbigliamento che la regina Elisabetta poteva vedere e “vivere” in casa sua ogni giorno, per la duchessa di Cambridge sono state delle vere e proprie materie scolastiche da studiare con attenzione, una montagna di possibilità e divieti da imparare con pazienza. La moglie di William ha dovuto lavorare su stessa per dimenticare determinate abitudini e acquisirne altre, con la difficoltà di non essere più una bambina, ma di avere una personalità già strutturata.

Non risulta che Kate Middleton abbia preso lezioni di musica o materie simili prima del matrimonio. Comunque non dimentichiamo che ha una laurea e un giorno sarà la prima regina consorte a possederne una (curiosità: il primo Windsor laureato è stato il principe Carlo). Quasi sicuramente, però, le saranno state consigliate delle letture “mirate” e c’è una buona probabilità che conosca bene la storia e le tradizioni dei Windsor. Il suo “addestramento” da regina, comunque, si è concentrato in modo particolare sui rischi del mestiere. Come hanno fatto il principe William, la regina Elisabetta, Carlo e Diana prima di lei, anche Kate ha accettato di sottoporsi a un corso intensivo diretto dalle SAS, le Squadre Speciali del Regno Unito.

Nel periodo trascorso con loro la futura sovrana ha imparato come comportarsi durante un eventuale rapimento, come cercare di farsi amici i sequestratori e guadagnare tempo. L’addestramento è servito anche a forgiarle il carattere, a prepararla psicologicamente in caso di traumi. Kate sa guidare a notevole velocità per sfuggire a un pericolo, a notare dettagli sospetti che potrebbero diventare minacce alla sua incolumità. Inoltre può inviare messaggi in codice. Diventare una regina non è semplice e non è da tutti. Noi osserviamo la patina luccicante che le royal families vogliono farci vedere, ma la fatica, la dedizione che c’è dietro al luccichio di una corona non è visibile. Bisogna andarla a cercare, scavare nelle vite dei reali, nei loro punti di forza e nelle loro debolezze. Tratti che ancora oggi possono ispirare tutti noi.

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Un post condiviso da Queen Elizabeth II (@queen_elizabeth_fanpage) in data: 12 Dic 2014 alle ore 10:54 PST