Sabrina Cottone Denunciato l'autore: aveva prodotto 30mila post. Nel mirino anche Draghi Matteo Salvini e Mario Draghi uniti in uno dei trentamila falsi tweet di un profilo che per mesi ha personificato prima il segretario dell...

Quel falso account per screditare la Lega spacciandosi per Salvini e Giorgetti

Denunciato l’autore: aveva prodotto 30mila post. Nel mirino anche Draghi

Matteo Salvini e Mario Draghi uniti in uno dei trentamila falsi tweet di un profilo che per mesi ha personificato prima il segretario della Lega, poi Giancarlo Giorgetti, infine Giulio Centemero. L’autore (che si era cautelato solo aggiungendo Fan parody all’indirizzo dell’account) è stato denunciato per sostituzione di persona, diffamazione e sostituzione di corrispondenza. L’account è stato sospeso.

«Se l’Europa non ci permette di stampare moneta, non ci può vietare di stampare dei francobolli. Gli francobot, pagabili a vista, da usare al posto degli euro. Francobot valore un euro con l’immagine di Draghi. Francobot valore 500 euro con l’immagine del capitano che ha avuto l’idea» è uno dei tweet lanciati nella rete. Non uno dei più verbalmente aggressivi, anche se l’accusa è anche e primariamente quella di aver confuso gli elettori. Durante le elezioni in Umbria, per esempio, il medesimo account aveva proposto sotto le sembianze di Salvini di indicare il proprio numero di cellulare sulla scheda elettorale in modo che poi il segretario della Lega avrebbe ringraziato. Un’indicazione che avrebbe evidentemente invalidato il voto ma aveva creato disturbo sulla rete, anche perché non erano mancate persone che erano rimaste confuse da questo invito.

L’autore è stato identificato e denunciato, grazie alla consulenza di un ingegnere informatico: ha mandato trentamila post via twitter ai suoi oltre settemila follower, nella media di centocinquanta al giorno. L’account è riconducibile a un residente a Genova, che in precedenza risiedeva in Emilia Romagna, che intratteneva molte interazioni con soggetti attivi nella sinistra alternativa e legati all’hastag «facciamo rete». L’unica cautela legale utilizzata era stato proprio mettere alla fine dell’account twitter la dicitura Fan parody, ma secondo la denuncia sono state molto numerose le persone a non aver compreso che si trattava di un falso account.

I contenuti diffusi dall’account, negli ultimi tempi percepibili dal pubblico come provenienti da Centemero, secondo i denuncianti hanno sempre spaziato da fake news in ambito di politica e attualità a dichiarazioni che coinvolgono aspetti privati e familiari della persona offesa, ma caratterizzati dalla falsità delle informazioni fornite e dalla volgarità delle espressioni verbali utilizzate. Per questo si parla di «grave lesività» oltre che di «insussistenza del diritto di satira».

Tra i post attribuiti a Centemero notizie false di attualità e politica, relative al crashdown del sito INPS, a Lagarde e Macron, ad affermazioni su temi delicati quali il sentimento religioso. Uno tra tutti: «Io sono d’accordo con Salvini. Apriamo le chiese ma a una condizione sola. Se anche uno solo di loro si ammala, anziché l’ossigeno in ospedale infiliamogli un rosario del truce in bocca».

Il soggetto era stato già avvisato in passato da Twitter perché aveva finto di essere Salvini e quindi l’autore era stato ammonito per «sostituzione di persona». Qualcuno infatti gli aveva scritto pensando di scrivere a Matteo Salvini e poi l’autore dei tweet si era lamentato di avere scritto a un fake. Il profilo era attivo dall’ottobre 2019 e oltre a Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti e Giulio Centemero, ha coinvolto anche Lucia Borgonzoni. Utilizzando il medesimo profilo e cambiando solamente il nome, le stesse frasi attribuite recentemente a Giulio Centemero erano state attribuite in precedenza anche a Salvini e a Giorgetti.

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