Giuseppe Aloisi Le "sardine" scendono in campo in favore della cultura: 6mila piantine da vendere a Bologna. Il ricavato sarà destinato ai teatri di quartiere La fase 2 facilita il ritorno in campo delle "sardine" che, dopo set...

Ora tornano le “sardine”: 6 mila piantine in piazza a Bologna

Le “sardine” scendono in campo in favore della cultura: 6mila piantine da vendere a Bologna. Il ricavato sarà destinato ai teatri di quartiere

La fase 2 facilita il ritorno in campo delle “sardine” che, dopo settimane di commenti su quello che sarebbe accaduto alla fine del lockdown, questa mattina hanno organizzato un’iniziativa a Bologna.

I movimentisti questa volta hanno deciso di centrare la loro azione sulla cultura. La scelta era già stata annunciata nel corso di queste settimane, quando si è trattato di capire se e come le “sardine” avessero intenzione di tornare sulla scena pubblica. Le “seimila piantine” esposte oggi nel capoluogo dell’Emilia-Romagna servono appunto a reperire fondi utili che saranno destinati ai teatri di quartiere. Anche il settore dello spettacolo è coinvolto nella crisi economico-sociale dovuta allo stato pandemico. E le “sardine”, per non lasciare nulla al caso, hanno deciso di utilizzare una cifra a loro cara – 6000, appunto – per provare a raggiungere quello che hanno già definito “obiettivo”.

Il luogo scelto per l’iniziativa non è casuale: piazza Maggiore è il posto in cui le “sardine” hanno esordito in qualità di organizzazione spontanea. Poi il fenomeno è cresciuto e si è strutturato (o quasi), arrivando a toccare anche altre zone del Belpaese. Ma Bologna per questi giovani sembra rappresentare qualcosa di più di un semplice palcoscenico. Le “piantine”, per le “sardine”, vanno vendute. La ratio è quella di consentire ai teatri bolognesi di predisporre una stagione estiva. Arrivati a questo punto del 2020, del resto, non è ancora chiaro come si svolgerà l’estate degli italiani.

La piazza, insomma, è una dimensione irrinunciabile per Santori e compagni. Persino nel bel mezzo di una pandemia. “L’obbiettivo – ha fatto presente lo stesso giovane leader – è svuotare la piazza e donare 60.000 euro ai piccoli teatri di quartiere e regalare una programmazione di spettacoli estivi per Bologna”. C’è anche una cifra da raggiungere, e non sembra neppure di poco conto, considerati i tempi. Ma le “sardine” confidano nelle persone residenti in Emilia-Romagna, una terra che gli ha già regalato più di una soddisfazione.

In questo periodo, abbiamo avuto modo di svelare più di qualche retroscena sui meccanismi e sulle logiche interne su cui si basa l’azione delle “sardine”. I correntismi interni, almeno per un po’, potrebbero passare in secondo piano. Questo, anche per le “sardine”, sembra essere il tempo del ripristino passo-passo della normalità. “Li, dove tutto è iniziato, dove 7 mesi fa migliaia di persone sono scese in piazza ora abbiamo riportato la natura”, ha fatto presente sempre Mattia Santori, così come ripercorso pure dalla Lapresse.

Le piazze italiane, di questi tempi, presentano più di qualche difficoltà legata alla necessità di non assecondare gli assembramenti. Ma la politica, prescindendo dalla parte, sembra pronta ad occupare spazi tradizionalmente associati a manifestazioni. Le “sardine”, per ripartire, hanno optato per le “piantine”.

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