Federico Garau Dopo lo scontro di ieri, andato avanti fino alle 4 del mattino, sul tavolo dei presidenti delle Regioni non è ancora arrivato alcun Dpcm. Tutte le ordinanze dei governatori sono pronte, ma mancano le linee guida ...

Manca pochissimo al 18 maggio, i governatori aspettano ancora il Dpcm

Dopo lo scontro di ieri, andato avanti fino alle 4 del mattino, sul tavolo dei presidenti delle Regioni non è ancora arrivato alcun Dpcm. Tutte le ordinanze dei governatori sono pronte, ma mancano le linee guida del governo

A poche ore dalla nuova fase di riapertura (lunedì 18 maggio), quella che riguarda ristoranti, bar, negozi ed altri esercizi commerciali rimasti sino ad ora chiusi e gravemente danneggiati dalla crisi economica scatenata dall’emergenza Coronavirus, comincia a salire sempre più la tensione dal momento che il Dpcm tanto atteso e promesso in conferenza stampa dal premier Giuseppe Conte non è ancora arrivato.

Ieri sera, poco dopo la diretta da Palazzo Chigi, si erano subito registrati i primi malumori, che aveno portato il presidente del Consiglio ad affrontare una lunga trattativa durata fino alle 4 del mattino con i presidenti delle Regioni scontenti delle decisioni del governo. Nonostante la trapelata notizia del raggiungimento di un accordo, al momento il tanto discusso Dpcm non è stato emanato, ed i governatori sono ancora in attesa.

Le disposizioni delle Regioni sono pronte, ma senza le linee guida del governo non è possibile andare avanti.

“L’ordinanza è pronta. Manca solo la mia firma, che sarà messa appena ricevuto il Dpcm di Conte”, ha scritto un’ora fa il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana sulla propria pagina Facebook. “Dopo una lunghissima trattativa, terminata alle 3.15 di ieri notte, le Regioni, unite e compatte, hanno ottenuto che le linee d’indirizzo da loro proposte fossero parte integrante del Dpcm del Governo, per evitare contrasti interpretativi con quelle nazionali. Ma soprattutto per rendere più chiare per i cittadini le regole cui fare riferimento. C’era una sovrapposizione di norme che non avrebbe consentito agli operatori di riprendere le attività. Con le linee guida dell’Inail nessuno sarebbe riuscito a ripartire. Intanto, fiducioso che da Roma finalmente arrivi il testo approvato, pubblico le linee guida proposte dalle Regioni che il Governo si è impegnato a recepire nel testo del suo decreto”.

“Stiamo ancora aspettando il Dpcm sulle regole su cui abbiamo lavorato per tutta la notte. Regole che i cittadini, gli esercenti, gli artigiani, possano comprendere e applicare, altrimenti si trasforma in una falsa partenza”, ha dichiarato invece il governatore della Liguria Giovanni Toti, durante il suo intervento a “Mezz’ora in più”.

In attesa anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia: “Ieri avevo detto che non firmavo la nuova ordinanza, perché volevo vedere il Dpcm. Oggi vi dico che l’ordinanza l’ho scritta, manca solo la mia firma”, ha esordito, come riportato da “Huffington post”. “Aspetto solo, in via prudenziale, siccome abbiamo a che fare con Roma, e ci sono sempre sorprese, di vedere il testo. Nel giro di qualche ora è annunciato. A me basta solo mettere la firma, non c’è più niente da scrivere “.

“Voglio correggere un’informazione che è girata in queste ore sugli organi d’informazione sull’accordo raggiunto tra Regioni e Stato: la Campania non è d’accordo, non ha firmato nessun accordo”, ha voluto precisare il governatore Vincenzo De Luca. “Io ritengo che su alcune norme di sicurezza generale debba pronunciarsi il Ministero della Salute. Poi è chiaro che è necessaria una flessibilità regionale, ma sulle norme fondamentali non è possibile che il Ministero della Salute e il Governo scarichi opportunisticamente le decisioni sulle Regioni, questo non è accettabile”, ha concluso.

“La mia ordinanza è comunque pronta per la firma ed estende come avevo promesso il più possibile l’esercizio delle attività, forti delle attuali condizioni sanitarie nella nostra Isola. Su questo punto, Roma ha dovuto ascoltarci. Per evitare spiacevoli sorprese (fidarsi è bene ma…) aspettiamo comunque di confrontarci con le disposizioni nazionali”, ha dichiarato ieri sera sul proprio profilo Facebook anche il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci.

Al momento, dunque, ancora attesa.

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