Andrea Cangini Da Bulgari a Loro Piana, negli anni successivi all'inizio della crisi economica del 2008 un migliaio di aziende italiane, molte delle quali espressione del Made in Italy più classico, sono finite in mano stranier...

Made in Italy senza difesa. Palazzo Chigi batta un colpo

Da Bulgari a Loro Piana, negli anni successivi all’inizio della crisi economica del 2008 un migliaio di aziende italiane, molte delle quali espressione del Made in Italy più classico, sono finite in mano straniera

Da Bulgari a Loro Piana, negli anni successivi all’inizio della crisi economica del 2008 un migliaio di aziende italiane, molte delle quali espressione del Made in Italy più classico, sono finite in mano straniera. C’è il concreto rischio che accada anche stavolta. Quel che resta dell’industria italiana della moda, del manifatturiero, dell’agroalimentare e via elencando potrebbe presto essere oggetto di shopping internazionale a prezzi di saldo causa recessione post Covid.

In parte si tratta delle normali dinamiche di un mercato aperto. Così come emissari della criminalità organizzata stanno in queste settimane cercando di mettere le mani su discoteche e ristoranti romagnoli sprofondati nella crisi dal lockdown, chi ha liquidità ne approfitta per lanciare offerte d’acquisto al ribasso nei confronti di chi di liquidità ha più che mai bisogno. Ma la liquidità non è solo il frutto delle capacità dei singoli management aziendali: dipende anche dalle politiche economiche nazionali e da quanto gli Stati siano in grado di sostenere finanziariamente ed organizzativamente il proprio tessuto imprenditoriale ed industriale, incoraggiandolo sulla strada delle acquisizioni estere. La Francia, ad esempio, lo fa e lo fa bene. L’Italia lo ha sempre fatto poco e male. È, oggi, letteralmente vitale invertire questa sciagurata tendenza.

La storia ci insegna che chiudersi in difesa non serve, serve passare al contrattacco. E allora, cosa sta facendo il governo italiano per combattere una guerra commerciale largamente annunciata? Cosa sta facendo perché le aziende italiane collocate nelle grandi filiere internazionali consolidino il loro capitale e siano concretamente incoraggiate ad espandersi sui mercati globali? E ancora, comunque in tema, cosa sta facendo il governo italiano per incentivare le imprese che hanno delocalizzato a riportare in patria le loro produzioni? Cosa sta facendo, oltre che lagnarsene, come fa il vicesegretario del Pd Orlando, per invogliare il ritorno di chi ha delocalizzato le proprie sedi fiscali? Cosa sta facendo per frenare l’ennesima fuga di capitali e per far rientrare quelli già finiti all’estero? Nulla, il governo italiano non sta facendo nulla. Chiama Rilancio un decreto Assistenza, tura, con ritardo, le falle della nave Italia, ma abbandona i remi e non mette mano al timone. C’è un po’ di cuore, manca del tutto la Politica. E questo fa di noi una facile preda. Siamo all’alba di una colossale crisi di sistema, si annunciano tempi da lupi: volendo sopravvivere, sarebbe opportuno attrezzarsi.

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