Stefano Zurlo Niente visite agli amici e viaggi nelle seconde case. No ai dettagli sui malati. Sì allo sport individuale Arriva la fase 2. E debutta il nuovo modulo per l'autocertificazione. L'ennesimo. Il governo si complica l...

La nuova autocertificazione (senza indicare i congiunti)

Niente visite agli amici e viaggi nelle seconde case. No ai dettagli sui malati. Sì allo sport individuale

Arriva la fase 2. E debutta il nuovo modulo per l’autocertificazione. L’ennesimo. Il governo si complica la vita, ma prova a risemplificarla, spiegando che se si va in giro con la precedente versione cartacea non succede niente. Spieghi. Integri. Gesticoli e vai oltre. Se poi procedi verso l’ufficio o la fabbrica non c’è bisogno di plichi esplicativi. Al massimo, il tesserino aziendale. In ogni caso anche gli operatori hanno i fogli e non è reato chiedere il loro aiuto per compilarli. Da ieri dunque si volta pagina. Quasi quattro milioni e mezzo di persone sono tornate al lavoro e in effetti le grandi città sono uscite dal torpore degli ultimi due mesi e si risentono, rassicuranti, i vecchi odiati rumori: auto, moto, gente in strada. Il silenzio assoluto non è più rotto solo dal fruscio dei rider e dalle sirene delle ambulanze.

LE PASSEGGIATE E I PARENTI

In realtà le uscite dovrebbero sempre essere mirate: la novità è che si può uscire per fare sport all’aria aperta, dalla bicicletta al running; ancora è possibile raggiungere i mitici congiunti, su cui si è aperto un chilometrico dibattito concluso con una surreale soluzione all’italiana: le forze dell’ordine possono porre tutte le domande che vogliono, ma l’interrogato non è assolutamente tenuto a rivelare chi sia il fortunato parente che va a trovare. Il nome no, il grado di parentela sì e vai a sapere se gli italiani sono esperti in questo tipo di calcoli. Come è noto, ci si può spostare fino al sesto grado, ma attenzione a non autocertificare l’amicizia: sentimento nobilissimo, altissimo, ma pericoloso e sanzionabile ai tempi del coronavirus. Almeno fino al 18 maggio, quando l’attuale Dpcm che regola le nostre vite in queste due settimane scadrà come uno yogurt, leggeremo un altro atto amministrativo sfornato con burocratico tempismo e affronteremo nuovi obblighi e divieti. In realtà un certo margine di ambiguità permane nel periodare neoborbonico dell’esecutivo. Così le «passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a realizzare uno spostamento giustificato». Che vuol dire questo mostriciattolo? Azzardare un’interpretazione è impresa improba, ma si può pensare che se indossi tuta e scarpette vuol dire che vuoi correre. Fare due passi a zonzo o prendere una boccata d’aria resta teoricamente e cervelloticamente proibito.

LE SECONDE CASE

Le seconde case, altro argomento arduo, restano off limits fuori Regione; dentro i confini niente week end al mare o in montagna ma solo blitz per controllare che sia tutto a posto. Il governo produce in quantità industriale le ormai mitiche Faq, il bigino del nostro vivere quotidiano, ma i quesiti sono innumerevoli come le sfaccettature della nostra giornata e i dubbi si insinuano paralizzanti. Si scopre dunque che in macchina si deve salire dietro, ma il blocco cade se il passeggero è un congiunto – con tutta la casistica relativa – del guidatore. Per la stessa ragione, e solo per quella, si può viaggiare in due in moto.

IL DATORE DI LAVORO

Dove non arrivano le Faq, si fa strada il Garante della privacy che disegna percorsi virtuosi a prova di Covid. Dunque, «il datore di lavoro non deve comunicare i nominativi dei contagiati ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza». E i dati sulla febbre rilevata ai dipendenti devono passare dal medico competente.

LA SCUOLA

Per quanto riguarda la scuola, l’iter è più complicato: «L’istituto è tenuto a fornire alle istituzioni competenti le informazioni necessarie affinché possano ricostruire la filiera delle persone entrate in contatto con una persona contagiata, ma spetta alle autorità sanitarie competenti informare i contatti del contagiato».

PRIVACY E SPORT

Non si possono pubblicare, anche con le migliori intenzioni, liste di contagiati. Per esempio sul web. Non c’è epidemia che tenga, ci si deve fermare prima, altrimenti il vulnus sarebbe troppo grave. Semmai si possono attivare numeri verdi per dosare le informazioni a chi ne abbia titolo. Infine lo sport. Individuale. In trentadue pagine il governo condensa le linee guida per la ripartenza. Distanziamento e porte chiuse le parole chiave. A queste condizioni anche i muscoli possono ripartire.