Alessandro Zoppo Un articolo del "New York Post" segnala l'inquietante somiglianza tra un virus e la pandemia descritti in due episodi della celebre serie e l'attuale Covid-19 Contagion di Steven Soderbergh, il thriller scenegg...

“La casa nella prateria” ha predetto il coronavirus più di 40 anni fa

Un articolo del “New York Post” segnala l’inquietante somiglianza tra un virus e la pandemia descritti in due episodi della celebre serie e l’attuale Covid-19

Contagion di Steven Soderbergh, il thriller sceneggiato da Scott Z. Burns con la consulenza degli studiosi del Centers for Disease Control, non è l’unico film ad aver raccontato una terribile pandemia globale che sembra in tutto e per tutto simile a quella attuale. Due episodi della celebre serie tv La casa nella prateria, uno dei telefilm più amati nella storia del piccolo schermo, sembrano richiamare in molti punti il nostro coronavirus.

L’inquietante similitudine è stata sottolineata da molti utenti sui social. Le puntate in questione sono due. La prima si intitola L’epidemia (Plague in originale), fa parte della prima stagione ed è andata in onda negli Stati Uniti il 29 gennaio del 1975. Nell’episodio, il tifo contagia gli abitanti di Walnut Grove e il capofamiglia Charles Ingalls (interpretato da Michael Landon) ed il dottor Baker (Kevin Hagen) scoprono che ha un’origine animale: arriva dai topi presenti nei sacchi di grano.

I sintomi (febbre alta e tosse) e i tentativi di contenimento sono simili a quelli di oggi: il pastore Alden (Dabbs Greer) trasforma la chiesa in un ospedale da campo per curare i malati, Charles confessa alla moglie Caroline (Karen Grassle) di aver dovuto seppellire un anziano in una fossa comune, Laura (Melissa Gilbert) pratica il distanziamento sociale con il padre che può vedere soltanto da lontano a causa del pericolo di contagio.

La casa nella prateria, previsto il confinamento domestico

L’altro episodio, intitolato La quarantena (in originale Quarantine), fa parte della terza stagione ed è stato trasmesso negli Usa il 17 gennaio del 1977. In questo caso, il signor Edwards (Victor French) è reduce da un viaggio e porta a Walnut Grove un morbo sconosciuto, che colpisce la figlia Alicia. Isaiah, amico fraterno di Charles, pratica il confinamento domestico: si rinchiude subito in un capanno per non contagiare gli altri membri della famiglia.

Il New York Post ha sottolineato per primo queste similitudini e ha intervistato Melissa Gilbert per chiederle un parere su questi episodi che avevano “previsto” l’arrivo del virus. “Mi sono resa conto soltanto oggi – racconta l’attrice 55enne – di quanto La casa nella prateria sia stata premonitrice. Tutti noi possiamo imparare qualcosa da ciò che succede in quegli episodi“.

Anche se su piccola scala – aggiunge la Gilbert – molto di quello che è stato fatto nella serie è applicabile oggi. Il villaggio ha attenuato la situazione mettendo tutti a casa in quarantena, isolando i malati in un unico luogo e cercando la causa del virus“.

L’attrice continua a pensare che le vicende del paesino del Minnesota e della famiglia Ingalls siano un’esplorazione dei concetti di “amore e comunità“. “In fondo – ammette – l’episodio L’epidemia non è altro che un racconto di abnegazione e altruismo per un bene superiore. Proprio come adesso, gli abitanti di Walnut Grove erano tutti insieme. Non avevano i progressi scientifici di oggi e nessun tipo di cura, ma si sono legati come comunità per superare la crisi“.

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