Dimitri Reale, batterista e voce della band lanciata da "Italia's Got Talent", è stato multato dai carabinieri: "I video sul telefono non sono bastati a convincerli"

Le persone che violano le misure di contenimento attuate dal governo Conte per limitare l'epidemia di Coronavirus sono soggette a multe salatissime. Le stangate inflitte dalle forze dell'ordine arrivano fino ad un massimo di 280 euro.

In Romagna in particolare i controlli sono serrati. Lo sa bene Dimitri Reali, il batterista e cantante dei Ponzio Pilates, il gruppo-rivelazione dell'ultima edizione di Italia's Got Talent con il brano Vongole. Il drummer della band di Igea Marina è stato multato dai Carabinieri perché ha violato l'isolamento domestico per recuperare i suoi strumenti.

L'episodio è stato ricostruito dal musicista romagnolo sui social. Reali ha postato una foto della multa per spiegare cosa gli è successo. "Mi hanno multato – racconta – perché il musicista non è 'un valido lavoro', ma mi son rifiutato di pagare la multa".

La vicenda fa discutere in questo particolare momento storico: i lavoratori dello spettacolo sono tra i più colpiti dalla crisi perché hanno poche tutele (il Ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini ha parlato di 20 milioni di euro stanziati fuori dall'ambito del Fus) e nessuna data ufficiale di ripartenza per la Fase 2.

I Ponzio Pilates: "Non capiscono la nostra situazione"

"Questo succedeva ieri: sono stato multato – rivela Reali – perché la mia reale necessità di reperire i miei strumenti musicali per rimanere in esercizio e fare delle dirette live su Twich non corrisponde ad una 'vera necessità', in quanto 'il musicista lo si può fare per hobby'. Questo quanto mi ha detto il carabiniere che ha deciso di multarmi, che sicuramente non capisce la situazione in cui noi musicisti e artisti ci troviamo a vivere oggi: una stagione intera di concerti saltati a piedi pari e nessuna certezza di poter continuare il nostro lavoro, chissà per quanto tempo, e che devo almeno potermi allenare".

Il componente dei Ponzio Pilates aggiunge che ogni suo tentativo di dimostrare che quello di musicista è il suo lavoro si è rivelato vano. "Purtroppo per me – racconta – non potevo stampare documenti migliori, e le foto dei live e l'articolo della partecipazione ad Italia's Got Talent, i video sul telefono non sono bastati per convincere il carabiniere che faccio questo per vivere, suono con le mie band. Non sono mai stato così arrabbiato in vita mia e credo che nella mia situazione ci siano tante persone, la grande maggioranza della categoria degli artisti italiani".

"Con questo post – conclude Dimitri – vorrei raggiungere tutti quelli si sono trovati nella mia stessa situazione, per far fronte comunque. Con questo post chiedo a tutti quelli che ne sanno qualcosa in più di aiutarmi, di aiutarci, perché so per certo che tanti altri sono nella mia stessa situazione. Mi vergogno di vivere in un paese dove le forze dell'ordine possano affermare che quello dell'artista non è un lavoro riconosciuto. Se c'è un momento in cui le cose devono cambiare, penso proprio sia questo".

“Il musicista non è un valido lavoro”. E il cantante viene multato

Dimitri Reale, batterista e voce della band lanciata da “Italia’s Got Talent”, è stato multato dai carabinieri: “I video sul telefono non sono bastati a convincerli”

Le persone che violano le misure di contenimento attuate dal governo Conte per limitare l’epidemia di Coronavirus sono soggette a multe salatissime. Le stangate inflitte dalle forze dell’ordine arrivano fino ad un massimo di 280 euro.

In Romagna in particolare i controlli sono serrati. Lo sa bene Dimitri Reali, il batterista e cantante dei Ponzio Pilates, il gruppo-rivelazione dell’ultima edizione di Italia’s Got Talent con il brano Vongole. Il drummer della band di Igea Marina è stato multato dai Carabinieri perché ha violato l’isolamento domestico per recuperare i suoi strumenti.

L’episodio è stato ricostruito dal musicista romagnolo sui social. Reali ha postato una foto della multa per spiegare cosa gli è successo. “Mi hanno multato – racconta – perché il musicista non è ‘un valido lavoro‘, ma mi son rifiutato di pagare la multa“.

La vicenda fa discutere in questo particolare momento storico: i lavoratori dello spettacolo sono tra i più colpiti dalla crisi perché hanno poche tutele (il Ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini ha parlato di 20 milioni di euro stanziati fuori dall’ambito del Fus) e nessuna data ufficiale di ripartenza per la Fase 2.

I Ponzio Pilates: “Non capiscono la nostra situazione”

Questo succedeva ieri: sono stato multato – rivela Reali – perché la mia reale necessità di reperire i miei strumenti musicali per rimanere in esercizio e fare delle dirette live su Twich non corrisponde ad una ‘vera necessità’, in quanto ‘il musicista lo si può fare per hobby‘. Questo quanto mi ha detto il carabiniere che ha deciso di multarmi, che sicuramente non capisce la situazione in cui noi musicisti e artisti ci troviamo a vivere oggi: una stagione intera di concerti saltati a piedi pari e nessuna certezza di poter continuare il nostro lavoro, chissà per quanto tempo, e che devo almeno potermi allenare“.

Il componente dei Ponzio Pilates aggiunge che ogni suo tentativo di dimostrare che quello di musicista è il suo lavoro si è rivelato vano. “Purtroppo per me – racconta – non potevo stampare documenti migliori, e le foto dei live e l’articolo della partecipazione ad Italia’s Got Talent, i video sul telefono non sono bastati per convincere il carabiniere che faccio questo per vivere, suono con le mie band. Non sono mai stato così arrabbiato in vita mia e credo che nella mia situazione ci siano tante persone, la grande maggioranza della categoria degli artisti italiani“.

Con questo post – conclude Dimitri – vorrei raggiungere tutti quelli si sono trovati nella mia stessa situazione, per far fronte comunque. Con questo post chiedo a tutti quelli che ne sanno qualcosa in più di aiutarmi, di aiutarci, perché so per certo che tanti altri sono nella mia stessa situazione. Mi vergogno di vivere in un paese dove le forze dell’ordine possano affermare che quello dell’artista non è un lavoro riconosciuto. Se c’è un momento in cui le cose devono cambiare, penso proprio sia questo“.