Luca Sablone Il presidente della Repubblica vuole cautela per la ripartenza: "Non vanno resi vani i sacrifici fatti sin qui, ricordiamo l'angoscia delle settimane precedenti" A partire da lunedì 4 maggio l'Italia riaprirà gradu...

Il monito di Mattarella: “Subito aiuti a famiglie e imprese”

Il presidente della Repubblica vuole cautela per la ripartenza: “Non vanno resi vani i sacrifici fatti sin qui, ricordiamo l’angoscia delle settimane precedenti”

A partire da lunedì 4 maggio l’Italia riaprirà gradualmente, ma la fase 2 dell’emergenza Coronavirus dovrà avere alla base cautela e buonsenso. Perciò Sergio Mattarella ha colto l’occasione per sottolineare quanto sia necessario non agire con superficialità poiché gli errori potrebbero far tornare il Paese nelle disastrose condizioni dei giorni scorsi: “Non vanno resi vani i sacrifici fatti sin qui se vogliamo assieme riconquistare, senza essere costretti a passi indietro, condizioni di crescente serenità“. Ha voluto ricordare gli oltre 200mila contagi e le centinaia di vittime che ogni giorno si registrano: “Non va dimenticata l’angoscia delle settimane precedenti, sotto la violenta e veloce aggressione del virus“.

Pertanto il presidente della Repubblica ha richiamato a una leale collaborazionetra le istituzioni e nelle istituzioni“, facendo affidamento sul senso di responsabilità dei nostri concittadini, “manifestato in questo periodo in misura ammirevole dalla loro quasi totalità, perché nelle nuove condizioni, ci si contini a comportare con la necessaria prudenza“. Il governo deve dunque fornire indicazioni “ragionevoli e chiare“, probabilmente in riferimento alla conferenza stampa del premier Giuseppe Conte di domenica scorsa, al termine della quale sono stati sollevati molti dubbi ancora irrisolti.

“Strada verso un cambiamento”

Nel corso del suo intervento in occasione del Primo maggio, il capo dello Stato ha ribadito l’importanza del lavoro: “Non ci può essere Repubblica senza lavoro. È condizione di libertà, di dignità e di autonomia per le persone, consente a ciascuno di costruire il proprio futuro e rendere l’intera comunità più intensamente unita“. La Festa del Lavoro quest’anno cade in un periodo totalmente buio, che però è da intendersi anche come un’occasione per valorizzare alcuni temi storici essenziali, dalla precarietà al lavoro in nero passando per la disoccupazione al Sud: “La battuta d’arresto che abbiamo subito spinge ad accelerare la strada verso un cambiamento che sappia valorizzare e non subire fenomeni come la globalizzazione e la digitalizzazione dell’economia“.

Mattarella infine ha posto l’attenzione sul cambiamento che le nostre vite inevitabilmente subiranno: “Questo cambiamento andrà sapientemente governato affinché la nuova fase non comporti condizioni di ulteriori precarietà ed esclusioni, ma sia l’occasione, al contrario, per affrontare efficacemente ritardi antichi“. Tra i tanti traguardi da raggiungere anche la lotta allo sfruttamento e al lavoro irregolare. Il ruolo degli imprenditori – piccoli e medi, lavoratori autonomi e grandi imprese – “appare centrale, assieme a quello della ricerca, in questo processo di riprogettazione delle filiere produttive e distributive“. “Attraversiamo un passaggio d’epoca pieno di difficoltà. Riusciremo a superarle“, ha concluso il presidente della Repubblica.

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