Paolo Bracalini Boom di richieste ma nessuno ha ancora capito come si verrà rimborsati Dopo il megaflop delle mascherine a 50 centesimi introvabili, la farsa del click day di Invitalia per i rimborsi alle aziende finiti dopo 1 ...

Il governo scatena il caos pure sul bonus bici. E i prezzi dei monopattini schizzano sul web

Boom di richieste ma nessuno ha ancora capito come si verrà rimborsati

Dopo il megaflop delle mascherine a 50 centesimi introvabili, la farsa del click day di Invitalia per i rimborsi alle aziende finiti dopo 1 secondo e i soldi della cassa integrazione mai arrivati, si mette male anche per il bonus bici e monopattini elettrici. In teoria, ma solo in teoria, l’ultimo decreto metterebbe a disposizione un contributo statale del 60% per l’acquisto di una bicicletta o di un monopattino elettrico fino ad una spesa massima di 500 euro. In realtà, però, regna il caos più totale e nella vasta platea di persone interessate si sta diffondendo il timore di restare a bocca asciutta o peggio ancora di rimanere fregati dallo Stato burocratico italiano. La coperta infatti è corta, il bonus è a esaurimento del fondo di 120 milioni di euro, e siccome possono utilizzarlo (sempre in teoria) tutte le persone maggiorenni che abitano in capoluoghi di regione o provincia o in città metropolitane o anche in comuni con più di 50mila abitanti, è certo che non basterà per tutti (le ricerche su Google si sono impennate negli ultimi giorni) e che si scatenerà una corsa per arrivare prima degli altri, com’è già successo per i 600 euro (mandando in tilt il sito Inps) e per gli altri sussidi. Già, ma come si fa ad arrivare prima degli altri? Non si sa neppure questo. L’applicazione pratica del bonus è infatti ancora un mistero. Il decreto delega ai ministeri dei Trasporti e dell’Ambiente l’erogazione del bonus, ma se la possono prendere comoda. Infatti si prevede la creazione di un’applicazione web su cui caricare le fatture per ottenere il bonus, ma si specifica che l’applicazione «sarà operativa entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale», quindi se va bene tra due mesi. Farà fede la data della fattura? O conterà l’ordine cronologico di iscrizione all’applicazione? Impossibile saperlo, nessuno ci ha ancora pensato. Si spiega solo, giusto per complicare le cose, che per accedere a questa futura pagina web bisognerà avere le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Però, visto che non era abbastanza farraginoso, si spiega che ci sarà anche un metodo alternativo al rimborso, «il buono mobilità potrà essere fruito attraverso un buono spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web». Quindi si andrà dal negoziante col buono spesa digitale e lui farà lo sconto? Sì, forse, speriamo. Il risultato è l’incertezza più totale. Conviene comprare subito, a prezzo pieno, sperando poi di essere rimborsati per primi? O aspettare di avere in mano il bonus digitale, oppure il prezzo già scontato dal negoziante, sperando che nel frattempo le risorse non siano già state consumate da chi ha già comprato? Le grandi catene come Decathlon stanno registrando un picco di interesse, tra chi prenota le bici senza pagarle in attesa del bonus, chi le compra sperando nel rimborso, e chi chiede al negoziante uno sconto di 500 euro, ovviamente senza ottenerlo. Al contrario, com’era ovvio, il sussidio ha già portato ad aumenti di prezzo. Su Amazon e altri portali di e-commerce i monopattini elettrici costano già più di una settimana fa. Chi se la sente può comprare a prezzo maggiorato, confidando che la burocrazia ministeriale gli eroghi poi lo sconto. Di questi tempi, un bell’azzardo.

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