Pier Francesco Borgia Berlusconi: "Ora un grande piano casa come nel 2008". E la Lega presenta un ddl per rilanciare la tassa piatta L' emergenza coronavirus rende necessario un cambio di passo nel modo di gestire il sistema fi...

Il centrodestra contro la crisi. Flat tax per famiglie e aziende

Berlusconi: “Ora un grande piano casa come nel 2008”. E la Lega presenta un ddl per rilanciare la tassa piatta

L’ emergenza coronavirus rende necessario un cambio di passo nel modo di gestire il sistema fiscale e la burocrazia. Il centrodestra porta in parlamento due proposte per introdurre la flat tax delle famiglie e la semplificazione amministrativa. Due proposte per dare una scossa al sistema economico e per rivitalizzare l’impresa e i consumi. A partire dalla flat tax per le famiglie che la Lega propone con un disegno di legge che ha in Armando Siri il primo firmatario. Accanto al suo nome anche quello di Massimiliano Romeo e del segretario del partito Matteo Salvini. Per finanziare questa riforma fiscale servono tredici miliardi, spiega il leader leghista. «Dei soldi che, dicono, arriveranno dall’Europa – spiega Salvini – basterebbero appunto 13 miliardi per aiutare, semplificandola, la vita di dieci milioni di famiglie cui verrebbe alleggerito il carico tributario. A meno che qualcuno pensi di usare 13 miliardi in redditi di cittadinanza o assistenza. Noi mettiamo nelle mani di governo e Parlamento la proposta di flat tax, in attesa che l’Italia possa tornare a esprimersi e farci carico noi di questa riforma, ma se l’attuale governo vuole prendere spunti e i nostri consigli noi siamo contenti. In una fase di ricostruzione famiglie e imprese non possono sostenere complicazioni e burocrazia».

E sempre ieri è arrivata la proposta di legge proprio sulla semplificazione amministrativa targata Forza Italia. «Si chiama Semplifica Italia – conferma Mariastella Gelmini- e serve a gettare le basi di un vero rilancio del nostro Paese. I punti cardine? Semplificazione dell’azione amministrativa, subordinare l’avvio delle attività solo a verifiche ex post (con l’abolizione dei controlli ex ante), stop con la richiesta indiscriminata di documenti quando questi sono già in possesso dell’amministrazione, subito testi unici di razionalizzazione dei settori economici strategici, ripristinare il meccanismo taglia-leggi introdotto con grande successo dal governo Berlusconi nel 2005».

Tornando alla flat tax per le famiglie targata Lega, il senatore Armando Siri ha precisato che non è soltanto la prosecuzione del discorso iniziato con la precedente maggioranza gialloverde, quando è stata varata un’aliquota unica al 15% per le partite Iva e piccole imprese. Anche in questa nuova proposta l’aliquota è al 15% per tutte le famiglie mono-componente fino a 30mila euro di reddito, per le famiglie monoreddito fino a 60mila e quelle di reddito fino a 70mila euro.

«Si introduce un concetto nuovo – spiega il senatore leghista – che è il reddito familiare, si passa dalla tassazione individuale a quella familiare E ci sarà un’unica deduzione che ingloba tutto. Con questa riforma saranno 25 milioni di famiglie coinvolte e 32 milioni di contribuenti». Per far capire a tutti l’utilità di questa proposta la Lega ha commissionato anche una app (Tassa facile). «Mettendo il reddito e i componenti del nucleo familiare – spiega Siri -, si avrà quanto si dovrà pagare di imposta con la flat tax».

Ora è lo stesso Silvio Berlusconi ad augurarsi che governo e maggioranza non ripropongano lo stesso «interesse di facciata» mostrato nella discussione del Cura Italia. Intervenendo alla prima lezione della Forza Italia web school, il leader azzurro auspica un nuovo grande «piano casa» e chiama il governo al confronto sul tema. «Quando parliamo di costruzioni, parliamo di una lunga e complessa filiera in grado di generare un effetto propulsivo su tutti gli altri comparti. Serve un Grande Piano Casa sul modello di quello realizzato dal mio governo nel 2008».

E infine la Difesa. Altro comparto da rilanciare, spiegano gli azzurri Tajani, Mulè, Barelli e Tripodi intervenendo a una videoconferenza sulla crisi del settore, riconoscendo la necessità di usare parte dei fondi europei proprio per potenziare un comparto strategico anche dal punto di vista economico.

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