Alberto Giorgi Nella discussione parlamentare di ieri, Renzi, Gelmini e La Russa hanno utilizzato alcune frasi della presidente della Corte Costituzionale per attaccare Conte. La diretta interessata si smarca, ma i grillini son...

Frasi di Cartabia per attaccare Conte. Ira M5s: “Si scordi il Colle”

Nella discussione parlamentare di ieri, Renzi, Gelmini e La Russa hanno utilizzato alcune frasi della presidente della Corte Costituzionale per attaccare Conte. La diretta interessata si smarca, ma i grillini sono su tutte le furie: “Si scordi il Quirinale”

Dal sedicente avvocato del popolo alla prima donna eletta presidente della Corte Costituzionale. Nella giornata di ieri è andato in scena una sorta di “cortocircuito giuridico” tra Giuseppe Conte e Marta Cartabia.

Spieghiamo. Nell’accesa discussione parlamentare di ieri, Matteo Renzi, Maria Stella Gelmini e Ignazio La Russa – rispettivamente di Italia Viva (al governo, anche se non sembra…), Forza Italia e Fratelli d’Italia – hanno utilizzato nei rispettivi interventi alcune frasi della costituzionalista per attaccare il presidente del Consiglio, in seguito alla sua informativa urgente di ieri, appunto, accusandolo di forzare oltremodo la Costituzione Italiana, viste le disposizioni del nuovo Dpcm.

Citazioni che hanno fatto storcere il naso sia all’inquilino di Palazzo Chigi, sia al Movimento 5 Stelle, che avrebbero gradito un’accademica e costituzionalista del calibro della Cartabia al Quirinale nel 2022, quando scadrà il mandato di Sergio Mattarella. Il retroscena lo fa La Stampa, che parla di un premier “stupito” per le frasi di Cartabia e di una compagine pentastellata irata, che avrebbe sussurrato a Cartabia di scordarsi pure il Colle.

La precisazione di Cartabia

Ecco, la diretta interessata si poi sfilata, smarcandosi del tutto. Queste le sue parole – riportate da La Repubblica – in occasione di un intervento in collegamento video con la Stampa Estera: “Trovo sia inappropriato attribuire al presidente della Corte l’intendimento di scendere nell’agone politico: se c’è una virtù, un principio, che il presidente della Corte tiene a preservare è quello di essere super partes. Sono stata sorpresa e anche dispiaciuta, ma soprattutto sorpresa che il richiamo a ripartire dal fondamento dell’ordinamento giuridico che è la Costituzione abbia potuto essere speso in riferimento a singoli aspetti politici del momento o a singole contese di tipo politico che erano in corso”. “Sarebbe gravissimo che un presidente della Consulta volesse entrare nella discussione per dire ‘questo atto del governo non va bene’. Non so come si possa immaginare un atteggiamento del genere, anche per la mia storia. Vengo da un percorso accademico e a settembre quando scadrà il mio mandato tornerò alla ricerca e a insegnare. C’è una fierezza nell’essere indipendenti , prima che un dovere è una prerogativa che un giudice si deve gustare sino in fondo”, ha aggiunto Cartabia, che sulle proprie parole a richiamo dei principi fondanti della nostra Carta ha voluto precisare ulteriormente: “Era un semplice richiamo ai principi costituzinali, non l’applicazione di quei principi a casi concreti. Non so chi abbia voluto leggere un’indicazione di tipo politico. C’è un detto italiano che dice la bellezza è negli occhi di chi guarda l’oggetto. Alcune intenzioni dipendono dalla lettura che se ne vuole dare, ma occorre tenere distinte le opinioni personali dai dati della realtà”.

I timori del M5s

Dicevamo del Movimento 5 Stelle, innervositosi non poco per le frasi di Cartabia utilizzate dall’opposizione – e dall’in teoria alleato Matteo Renzi – per scagliarsi contro Conte. Cartabia che è profilo molto amato sia da Renzi che dai renziani. Ma c’è un’alta ragione ben precisa, spiegata sempre dalla Stampa: i grillini – dopo le voci già della scorsa estate – temono che ora ci sia sempre la stessa Cartabia nella rosa di nomi (insieme a Vittorio Colao e Mario Draghi) che possano sostituire Giuseppe Conte a Palazzo Chigi in un governo di unità nazionale nei prossimi mesi.