Nino Materi Attività pubbliche o private, ci si muoverà solo su appuntamento. Cambiando abitudini Da domani alle ore 8 (ma anche prima, se siete particolarmente mattinieri) il novello «Mcr» (Ministero della covid-robotizzazione...

Dal mare ai musei: vita di prenotazioni

Attività pubbliche o private, ci si muoverà solo su appuntamento. Cambiando abitudini

Da domani alle ore 8 (ma anche prima, se siete particolarmente mattinieri) il novello «Mcr» (Ministero della covid-robotizzazione) vorrebbe che ci trasformassimo tutti in stupidi automi. Metà uomini, metà cybor: stile Kraftwerk, il gruppo tedesco pioniere della musica elettronica.

Secondo gli esperti del «Mcr», lunedì dovremmo smettere di vivere all’insegna del filosofico carpe diem, abbracciando un tecnicistico carpe app. I cervelloni del «Mcr» sostengono infatti che ogni nostra attività dovrà essere « organizzata con apposita prenotazione, da effettuarsi tramite app o altro dispositivo telematico». Ora, a parte la seduta dal barbiere che già in epoca pre-coronavirus «effettuavamo» previa telefonata al nostro Figaro di fiducia, come si può ipotizzare un’esistenza indipendente ingabbiandola tra le sbarre delle prenotazioni obbligatorie? Passi anche per la app evita-code davanti al supermarket sperimentata con successo in questo periodo di emergenza.

Ma per il resto? Davvero i fenomeni del «Mcr» reputano realistico «prenotare l’accesso a una spiaggia libera» (che, per coerenza, dovrebbe cambiare nome in «spiaggia a numero chiuso»)? Idem per le spiagge in concessione, da ribattezzare «spiagge in servitù». Con i titolari dei lidi nel ruolo di schiavi della sanificazione no-stop di sdraio, lettini, ombrelloni. Uguale per i baristi, condannati a servire bibite e gelati avendo in una mano il vassoio e nell’altra il metro per verificare la distanza di sicurezza. Forse anche per fare un gavettone bisognerà prenotarsi; peccato però che la potenziale vittima, avendo ricevuto l’sms di avviso, non si farà trovare nel luogo e all’ora fissati per ricevere la fatidica secchiata d’acqua in faccia.

E delle prenotazioni in palestra vogliamo parlare? «Palestra Tonic buongiorno, sono la Betty. In cosa posso esserle utile?», «Ciao Betty, vorrei prenotare mezz’ora di cyclette. È possibile?», «Certo, le fisso l’appuntamento tra 15 giorni… alle 6 di mattina va bene? O preferisce a mezzanotte? Gli altri orari sono tutti prenotati», «Grazie lo stesso Betty, forse è meglio se faccio una sgambata al parco…».

Ambisci ad ammirare una mostra al museo? Desideri prendere un libro in biblioteca? Niente: se non hai l’ok via-app (che ovviamente non ti arriverà mai) meglio rinunciare a ogni velleità di tipo artistico o letterario.

Altro classico della prenotazione-forzata: la ristorazione ludica, «ludica» si fa per dire visto che la tavolata con gli amici è proibita, e si potrà mangiare solo coi familiari e/o congiunti. A queste condizioni meglio farsi due spaghetti a casa. Si risparmia e si evita il fastidio di litigare con in mezzo un divisorio di plastica. Certe cose meglio dirle guardandosi in faccia.

Senza mascherina, possibilmente. E sul distanziamento, deciderà il giudice.

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