Alessandro Ferro Il governo sta studiando una soluzione che, dal 3 giugno, possa accontentare tutti riaprendo i confini fra le regioni ma serve la firma dei governatori del Sud. In alternativa, altri 7 giorni di isolamento nell...

Confini aperti solo con l’ok del Sud. Ecco gli scenari per ripartire

Il governo sta studiando una soluzione che, dal 3 giugno, possa accontentare tutti riaprendo i confini fra le regioni ma serve la firma dei governatori del Sud. In alternativa, altri 7 giorni di isolamento nelle regioni più a rischio

Venerdì il governo sarà chiamato ad una scelta che prevede scenari che potrebbero far arrabbiare alcuni governatori: riaprire i confini tra tutte le regioni o regolarsi con le eccezioni rappresentate da Piemonte e Lombardia, dove i contagi nelle due regioni rappresentano oltre la metà dell’intero Paese?

Cosa chiede il governo

In attesa dei dati che verranno forniti dal ministero della Salute per decidere se riaprire i confini dal 3 giugno o aspettare almeno un’altra settimana (magari soltanto per alcune aree), il governo vorrebbe evitare disparità di trattamento a patto che i governatori del Sud dichiarino tutte le loro buone “intenzioni”, cioè di rinunciare a qualsiasi forma di quarantena o richiesta di passaporto sanitario per chi proviene dal Nord. Il timore dei governatori del Centro-Sud, infatti, sono gli asintomatici lombardi o piemontesi che, in vacanza in Puglia, Calabria o Sicilia, potrebbero creare focolai praticamente sconosciuti fino a questo momento nelle regioni meridionali. “Sarebbe sgradevole”, ha affermato il ministro agli Affari Regionali, Boccia, se ci fosse un’organizzazione “fai da te” da parte dei presidenti del Sud.

Confronto Boccia-Fontana

È per queste ragioni che, le possibili iniziative isolate dei governatori del Sud, come si legge sul Messaggero, preoccupano Di Maio, Boccia e lo stesso premier Conte, che nella giornata di ieri ha affrontato nuovamente il problema delle riaperture durante il vertice di maggioranza. A fronte di un’Italia che migliora nettamente giorno dopo giorno, due regioni rimangono ancora “calde”, il Piemonte e la Lombardia. Dopo gli scontri violenti in Fase 1, il ministro Boccia ed il governatore della Lombardia Fontana hanno ragionato sulle misure di “cautela” che sarebbe bene adottare il vista del 3 giugno. “Il primo a non voler commettere passi falsi sono io“, ha affermato Fontana.

Braccio di ferro

Se, nel frattempo, il sindaco di Milano Beppe Sala ha chiesto velocità nel comunicare l’eventuale proroga della chiusura dei confini regionali, dall’altro lato c’è il Sud che inizia a mettere le mani avanti per “frenare” gli arrivi dal Nord. Intanto, dal ministero della Sanità c’è uno stop ulteriore per quanto riguarda l’uso dei passaporti sanitari. “Né per gli immuni, né per i negativi“, fanno sapere gli uomini del ministro alla Salute Roberto Speranza.

I tre scenari del governo

Di fronte a questo caos organizzativo, davanti al governo si preparano tre scenari diversi: nella migliore delle ipotesi, eventuali dati positivi omogenei consentirebbero un’apertura “serena” fra tutte le regioni; il secondo, invece, prevede la chiusura dei confini delle regioni a rischio almeno per un’altra settimana mentre il terzo scenario prevede una vera e propria collaborazione fra le regioni, un’apertura per tutti anche se ci fossero dati non confortanti, soprattutto da Piemonte e Lombardia, purché i governatori del Sud sottoscrivano un patto che dia il via libera anche a chi proviene dal Nord.

La partita è ancora lunga ed impegnativa, venerdì ne sapremo di più.

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