Federico Garau Il ministro Francesco Boccia è rimasto annichilito dalle recenti immagini dei Navigli di Milano e invita alla prudenza: “Dati Inail dicono che 300 persone al giorno in Italia si contagiano sul posto di lavoro e d...

Boccia: “Serve prudenza, ogni giorno in Italia 300 contagiati su posto di lavoro”

Il ministro Francesco Boccia è rimasto annichilito dalle recenti immagini dei Navigli di Milano e invita alla prudenza: “Dati Inail dicono che 300 persone al giorno in Italia si contagiano sul posto di lavoro e dieci muoiono. Se si parte senza regole e senza protocolli chi si assumerà la responsabilità di tutelare la salute dei lavoratori?”

Il fatto che il governo abbia deciso di procedere con una prima, parziale, riapertura del Paese non deve in alcun modo indurre ad abbassare la guardia, dal momento che il Coronavirus sta ancora continuando a diffondersi nonostante il netto ed evidente calo dei contagi.

Commentando, durante un’intervista al “Corriere della Sera”, le immagini dei Navigli di Milano invasi di persone, il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia si è dichiarato a dir poco annichilito. “La prima legge è quella morale e lo dico non per scomodare Kant, ma per affermare il principio che senza il senso di responsabilità personale non ne usciremo”, ha affermato, per poi dare pieno appoggio al sindaco Beppe Sala, che ha duramente condannato il comportamento dei propri concittadini.

Il sindaco ha poteri per fare controlli e chiudere, se necessario. Ovviamente sarebbe un danno anche per gli operatori onesti e seri che stanno rispettando gli adempimenti richiesti. E non sono pochi”, ha aggiunto Boccia, prima di passare alla questione specifica dei negozi.

Ci sono ancora infatti molti esercizi commerciali che attendono di riaprire: tante persone non stanno lavorando, e sono disperate e sempre più in difficoltà.

“Stiamo definendo le linee nazionali di sicurezza, che riguardano i lavoratori e i clienti. Arriveranno appena avremo anche i dati dei contagi dopo le prime riaperture”, ha spiegato il ministro, riferendosi a bar e ristoranti, una delle categorie tagliate fuori dalla prima fase di ripartenza. “Se l’epidemia continuerà a calare il governo conferma che le Regioni dal 18 maggio potranno aprire le attività economiche sulla base della situazione dei loro territori”. Lo stesso vale per centri estetici e parrucchieri, che avranno finalmente il via libera lo stesso giorno. “Attendere le linee guida vuol dire mettere lavoratori e clienti nelle condizioni di sicurezza”, ha precisato Boccia. “Ho avuto un lungo e cordiale colloquio con il presidente della Lombardia Attilio Fontana e ci siamo trovati d’accordo sull’esigenza di esercitare il massimo della prudenza in questa fase delicatissima”, ha aggiunto.

Per quanto riguarda lo spostamento fra regioni, la situazione non è ancora molto chiara. “La riapertura fra regioni va monitorata con attenzione, perché abbiamo situazioni di contagio diverse. Per gli spostamenti all’interno della stessa regione credo, con una situazione sotto controllo come speriamo di avere nei prossimi giorni, ci possa essere un allentamento, ha affermato il ministro, che non teme brusche chiusure da parte delle regioni del Sud, augurandosi che i governatori seguano le linee guida stabilite.

Il discorso poi verte proprio sui presidenti delle regioni, alcuni dei quali in questi ultimi giorni hanno dato forti segnali di dissenso nei confronti delle tempistiche determinate dal governo, chiedendo a gran voce di poter procedere autonomamente a delle riaperture. Boccia ha rimarcato la propria posizione.“La responsabilità non è un termine negativo. Noi daremo le linee guida e le Regioni decideranno. Ho apprezzato enormemente l’atteggiamento di Regioni con contagi molto limitati che non sono andate allo scontro istituzionale, pur ricevendo forti pressioni per riaprire. Questo significa avere il senso dello Stato”, ha affermato. Ripartire con il lavoro, dunque, ma con prudenza ed attenendosi alle nuove norme anti-contagio. “Può sembrare strano, ma oggi è molto più sicura la riapertura di una fabbrica rispetto a un negozio che non adotta il protocollo sulla sicurezza”, ha dichiarato Boccia, che poi riporta il caso di Bolzano: “Nell’ultimo mese l’Inail ci ha comunicato che ci sono stati 702 lavoratori contagiati a Bolzano. Immaginiamo cosa potrebbe accadere in assenza del rispetto delle misure. E questo discorso vale per tutte le Regioni. Gli ultimi dati Inail dicono che 300 persone al giorno in Italia si contagiano sul posto di lavoro e dieci muoiono, e il lockdown si è allentato da una settimana soltanto. Se si parte senza regole e senza protocolli chi si assumerà la responsabilità di tutelare la salute dei lavoratori?”.

Rispettare le misure di prevenzione è fondamentale in una fase delicatissima come questa. Nella condizione di estrema difficoltà in cui ci troviamo, un brusco ritorno alla Fase1, con chiusure e quarantena, sarebbe a dir poco devastante per la nostra economia.

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