Chiara Giannini Il clima si fa pesante: dopo Sileri, tutelati il governatore e la Azzolina. Il leghista dai pm di Bergamo sui morti Dopo le minacce al viceministro alla Salute, Pierpaolo Silieri, ora arrivano anche quelle al go...

Altri politici vanno sotto scorta. Fontana convocato in procura

Il clima si fa pesante: dopo Sileri, tutelati il governatore e la Azzolina. Il leghista dai pm di Bergamo sui morti

Dopo le minacce al viceministro alla Salute, Pierpaolo Silieri, ora arrivano anche quelle al governatore della Lombardia, Attilio Fontana e al ministro all’Istruzione Lucia Azzolina, tanto che il Viminale ha disposto la scorta per tutti e tre i politici. Le aggressioni verbali e gli insulti sono arrivati soprattutto via social. Molti sono frutto della frustrazione delle persone, altri della condizione di disperazione provocata in molti dalla gravissima crisi conseguenza del lockdown imposto dal governo per l’emergenza Covid-19, altri ancora dell’odio politico. Molti di questi ultimi arrivano, da movimenti di estrema destra o di estrema sinistra o da simpatizzanti dei 5 stelle. Ai tre politici, che ieri si sono scambiati reciproci messaggi di vicinanza, è giunta anche la solidarietà degli avversari.

Il governatore Fontana è stato convocato come persona informata sui fatti dalla Procura di Bergamo che indaga sulla mancata chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano e sui morti nelle Rsa. La Procura sta inoltre effettuando approfondimenti sulla mancata istituzione di una zona rossa nella Bergamasca. Il leghista e l’assessore Gallera verranno sentiti nei prossimi giorni.

Un clima preoccupante, vista la recrudescenza delle minacce di quelli che per gli addetti ai lavori sono ben più che semplici sfoghi di leoni da tastiera. La senatrice Bianca Laura Granato, capogruppo del M5s alla commissione Istruzione di Palazzo Madama, spiega: «Azzolina oltre ad insulti sessisti, ha subito delle minacce per il concorso. Hanno tentato di hackerarle il profilo Facebook e il conto corrente».

I 5 stelle della stessa commissione chiariscono: «Sulla scuola si è creato un clima intollerabile e davvero gravissimo. Dopo i ripetuti attacchi che certa politica ha in maniera pretestuosa riservato a Lucia Azzolina, alcuni facinorosi si sono spinti a insultare la ministra, con offese sessiste e messaggi di odio davvero sconcertanti. Ma come sempre odio chiama odio, e – proseguono – si è giunti addirittura alle vere e proprie minacce, tanto che è stato deciso di assegnarle la scorta». Per poi concludere: «Solidarietà alla Azzolina. Andiamo avanti insieme a testa alta nel percorso di cambiamento e di sostegno alla scuola pubblica. Non saranno queste vili minacce a intimidirci».

Anche il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani interviene in merito: «Solidarietà al ministro Azzolina – scrivono – per gli insulti sessisti. Riteniamo inaccettabile ogni forma di dissenso espresso attraverso il linguaggio della violenza fisica o verbale, tanto più detestabile quanto più connotata da misoginia e da disprezzo di genere».

E in effetti nelle ultime settimane diversi sono stati gli alert diffusi dal Viminale e dalle questure riguardo a possibili manifestazioni o attacchi, non solo web, da parte di gruppi di estrema destra. I militanti di Forza Nuova, ad esempio, sono stati messi sotto osservazione per la possibile affissione sui monumenti della Capitale di volantini in seguito alla cessazione della misura di sorveglianza a Giuliano Castellino. Ieri anche i militanti di CasaPound sono finiti nel mirino per un presidio all’Area 121 in opposizione a una manifestazione organizzata dall’Anpi. E nei giorni scorsi si è parlato di possibili eventi, anche violenti, organizzati proprio dagli ambienti di estrema destra in seguito al mancato pagamento da parte delle banche dei contributi per l’emergenza Covid.

Fonti vicine al Viminale fanno sapere che sono al vaglio anche le situazioni di alcuni giornalisti, a più riprese minacciati negli ultimi mesi. Situazioni di cui anche l’Ordine dei giornalisti sarebbe da tempo a conoscenza. Un attacco alla democrazia in piena regola, le cui possibili e più gravi conseguenze le forze dell’ordine sono chiamate a prevenire.

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