Paolo Giordano Il musicista aveva lasciato la band nel 2008. Ma ne compose i capolavori È stato uno dei nomi fondamentali della musica leggera ma pochi, almeno fuori dalla Germania, ne avrebbero riconosciuto il volto. Florian S...

Addio a Schneider, fondò i Kraftwerk

Il musicista aveva lasciato la band nel 2008. Ma ne compose i capolavori

È stato uno dei nomi fondamentali della musica leggera ma pochi, almeno fuori dalla Germania, ne avrebbero riconosciuto il volto. Florian Schneider aveva fondato i decisivi Kraftwerk nel 1970 e li aveva lasciati nel 2008 dopo che le loro canzoni, il loro suono elettronico e le loro visioni avevano cambiato per sempre il pop. Per capirci, forse la house, l’elettropop e gran parte della musica elettronica avrebbero oggi altri contorni se non ci fossero stati i Kraftwerk, il gruppo «robotico» che si presentava con una massima fondamentale e provocatoria: le macchine contano più degli uomini. Non a caso, Kraftwerk significa centrale elettrica. E, in effetti, questo gruppo tedesco è stato sia una centrale, perché ha generato tanta musica, sia un’entità elettrica perché difficilmente si troverà una band tanto popolare ma tanto sofisticata nella ricerca dei suoni.

Senza fare inutili paragoni, forse soltanto i Beatles hanno avuto una portata così decisiva nel rivoluzionare le regole della musica. Nato a Düsseldorf nel 1947, Florian Schneider aveva studiato prima il flauto e poi gli strumenti elettronici. Era stato nei Pissoff e poi con l’altro fondatore dei Kradftwerk, ossia Ralf Hütter, si dedicò al krautrock degli Organisation prima di dare vita alle meraviglie sonore dei Kraftwerk. Lontanissimi dalle tentazioni pop, completamente assenti dai grandi circuiti tv, questi tedeschi rigidissimi e creativi hanno pubblicato almeno tre dischi destinati a cambiare per sempre la musica leggera: Autobahn, Radio-Activitat e Trans-Europe Express, compresi tra il 1974 e il 1977 e completamente in controtendenza rispetto al rock, al progressive e al punk che si ascoltava in quegli anni. Non a caso un singolo come The robots, del 1978, ebbe un successo tale da diventare, come si direbbe oggi, virale.Difatti la loro portata rivoluzionaria è stata omaggiata nei decenni da quasi tutti, da David Bowie (che nell’album Heores incluse il brano V-2 Schneider) passando per Soft Cell e Depeche Mode, che sono tuttora grandi debitori dei Kraftwerk. Tanto per dire, anche i musicalmente lontanissimi Coldplay hanno usato un campionamento di Computer Love per il brano Talk del 2005. Insomma, Schneider se ne è andato in silenzio perché ci ha pensato la sua musica a far rumore. Quel rumore bello che cambia per sempre i suoni.