Tony Damascelli Libertà vigilata. Articolo 228 del codice penale. Se ne deve essere ricordato l'avvocato Conte Giuseppe Libertà vigilata. Articolo 228 del codice penale. Se ne deve essere ricordato l'avvocato Conte Giuseppe. Ri...

Tanti doveri e pochissimi nuovi diritti

Libertà vigilata. Articolo 228 del codice penale. Se ne deve essere ricordato l’avvocato Conte Giuseppe

Libertà vigilata. Articolo 228 del codice penale. Se ne deve essere ricordato l’avvocato Conte Giuseppe. Ribadisce la Treccani: trattasi di una misura di sicurezza personale, non detentiva, consistente nella limitazione della libertà del soggetto, posta in essere dall’autorità giudiziaria attraverso una serie di prescrizioni tese a impedire la commissione di nuovi reati e favorire il reinserimento sociale. Non c’è stata nessuna autorità giudiziaria ma la porta di casa torna ad aprirsi, però non del tutto, l’uscio resta socchiuso, potremo muoverci e poi commuoverci riabbracciando i cosiddetti cari ma tutti muniti di mascherina, quella che non protegge, tuttavia, il capo della protezione (che ossimoro), come in un film o in una festa carnevalesca, eppure è roba vera. Dunque la riunione è di nuovo concessa ma i parenti devono dimorare in zona vicina, non all’estero, anche se la dogana è a soli dieci chilometri da casa nostra e basterebbe un controllo alla frontiera, per ritrovare un pezzo della famiglia. Sono gli effetti di decreti vari e avariati, di nuovi pezzi di appoggio, nel senso di autocertificazioni che ormai sono memorabilia, oggetti da collezione. Ci hanno spiegato che vivendo vicino al mare o al lago possiamo anche bagnarci ma non hanno aggiunto se dopo due ore dal pranzo o dalla cena; viste le abbuffate casalinghe di questi mesi, presumo che il tempo di digestione debba essere raddoppiato. Dovremo mettere la canotta o la maglia? Roba da matti. Dobbiamo rispettare i doveri del buon cittadino ma nessuno riflette sui nostri diritti, il diritto a vivere e non a sopravvivere come sta accadendo; il diritto a lavorare e non a tenere abbassata la saracinesca e spente le luci dei negozi; il diritto a scegliere il nostro percorso e non a essere seguiti da droni, elicotteri e pattuglie di ogni tipo, come criminali o mafiosi assassini, questi ultimi però tutelati e liberati da magistrati illuminati. Lavorare è un verbo in via di estinzione o meglio di trasformazione. Lo smart working o lavoro da remoto non sarà più un obbligo ma un diritto, per migliorare la qualità della vita e dello stesso lavoro, riducendo i costi per le aziende e simili. Ogni giorno aspettiamo la novità, il 4 di maggio, san Floriano martire, è diventata una data storica, epocale, cardinale ma sarà un fake monday, per usare la lingua che piace tanto a chi fatica con la grammatica italiana. Sarà un lunedì farlocco che non cambierà nulla perché le nostre tasche restano vuote, le garanzie annunciate garantiscono la propaganda, non i cittadini bisognosi. Siamo noi tutti «pazienti a zero». Intanto il virus a differenza del denaro, continua a circolare. Come ha consigliato Conte «se ami l’Italia mantieni le distanze». Anche dal governo.

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