Valentina Dardari Il Presidente della Repubblica si è recato da solo all’Altare della Patria per celebrare il 75esimo anno della Liberazione. Ridotta anche la scorta Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recat...

Mattarella celebra il 25 aprile da solo indossando la mascherina

Il Presidente della Repubblica si è recato da solo all’Altare della Patria per celebrare il 75esimo anno della Liberazione. Ridotta anche la scorta

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato questa mattina da solo all’Altare della Patria, con tanto di mascherina, per celebrare il 75esimo anniversario della Liberazione. In piena emergenza coronavirus, il Presidente ha deciso di recarsi all’appuntamento con la storia senza alcun seguito. Per l’occasione, anche la scorta è stata ridotta. Quando è giunto in cima alla scalinata ha trovato ad accoglierlo due corazzieri, anche loro muniti di mascherina, che hanno portato una corona alla cappella del milite ignoto. Il tutto è stato accompagnato dal suono di un trombettiere dei Carabinieri.

L’omaggio privato di Mattarella

La scorta di Mattarella è stata ridotta il più possibile e si è fermata ai piedi della scalinata, che il Presidente ha percorso in solitaria, dove ne ha aspettato il ritorno ai piedi del monumento. Un omaggio quasi privato quello che il Capo dello Stato ha voluto porgere questa mattina. Mancavano infatti tutte le autorità civili e militari, oltre al cerimoniale e al seguito presidenziale. Solo quando è stata deposta la corona, il Presidente ha tolto la mascherina. Il suo desiderio sarebbe stato quello di recarsi in Toscana per tenere un discorso durante la cerimonia per la Festa della Liberazione. Questo però non è stato possibile farlo.

La speranza di rinascita

Quest’anno è la prima volta che una festa per la Liberazione viene celebrata senza manifestazioni pubbliche e cortei. In un discorso scritto, il capo dello Stato ha voluto affidare il suo pensiero: “Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia, dei coraggiosi che vi ebbero parte, significa ribadire i valori di libertà, giustizia, e coesione sociale, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore. L’Italia ha superato, nel Dopoguerra, ostacoli che sembravano insormontabili. Le energie positive che seppero sprigionarsi in quel momento portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino. La ricostruzione cambiò il volto del nostro Paese e lo rese moderno, più giusto, conquistando rispetto e considerazione nel contesto internazionale”.

Le sue parole sembrano voler dare una speranza maggiore al periodo post epidemia che ci aspetta, prospettando una rinascita dell’Italia e degli Italiani. Ostacoli che sembravano insormontabili sono stati però superati in passato, allo stesso modo l’augurio è che avvenga la medesima cosa adesso. Solo uniti potremo rinascere, forse migliori di prima.

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