Giorgia Baroncini Il ministro Dadone ha espresso dubbi sui buoni pasto a chi è in smart working. L'ira di Salvini: "Ma hanno capito che siamo in guerra e i lavoratori hanno fame e famiglia o no?" Via i buoni pasto a chi lavora ...

L’ultima idea del governo: “Via i buoni pasto a chi lavora da casa”

Il ministro Dadone ha espresso dubbi sui buoni pasto a chi è in smart working. L’ira di Salvini: “Ma hanno capito che siamo in guerra e i lavoratori hanno fame e famiglia o no?”

Via i buoni pasto a chi lavora da casa. È questa l’ultima idea del governo che ha già scatenato non poche polemiche. “Credo che lo smart working rappresenti, ben oltre il difficile momento contingente, la possibilità di una riorganizzazione del lavoro e della vita personale e sociale, un cambiamento che i dirigenti pubblici sono chiamati a sostenere e realizzare”, ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone in audizione oggi alla Camera.

Ho avviato – ha poi aggiunto – un tavolo con i sindacati per lo smart working per discutere non solo il diritto alla disconnessione ma anche altre questioni che richiedono l’abbandono di certe situazioni che prima potevano avere un senso. Penso al buono pasto, ad esempio. Può avere un senso nell’ottica della presenza fisica a lavoro ma con lo smart working a regime è più difficile concepirlo perché le due cose non si connettono così tanto“. E su queste parole si è aperta la polemica.

I dubbi del ministro sui buoni pasto hanno infatti subito scatenato l’ira del leader della Lega. “Invece di aiutare i lavoratori, che aspettano da settimane la cassa integrazione promessa, il governo pensa di togliere anche i buoni pasto. Ma hanno capito che siamo in guerra e i lavoratori hanno fame e famiglia o no?“, ha tuonato Matteo Salvini. Toni forti che hanno indispettito il ministro. Ma la grillina non è rimasta in silenzio, anzi, è passata al contrattacco. “Capisco la noia di stare a casa e la depressione da calo dei consensi, ma cosa c’entrano i dipendenti pubblici con la cassa integrazione? E dov’era Salvini quando il centrodestra al governo massacrava il pubblico impiego? Se vuole aiutare, doni parte del suo stipendio“, ha sbottato sul suo profilo Twitter il ministro Dadone.

A difesa della collega pentastellata, è intervenuto il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera. “Non meritano replica le polemiche sui buoni pasto alimentate da esponenti dell’opposizione in calo di consenso – ha dichiarato il grillino Giuseppe Brescia -. È innegabile che la ministra Dadone sul tema della Pa digitale abbia ereditato il deserto da chi l’ha preceduta“.

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