Manila Alfano Oggi a Colao il piano del politecnico di Torino per i bimbi. All'esame anche domande sul Covid Un protocollo lungo 62 pagine che oggi atterra sulla scrivania di Colao per la firma finale. Settimane di duro lavoro ...

Idea nidi, riaprire a giugno. Mini-orale alla maturità: varrà al massimo 40 punti

Oggi a Colao il piano del politecnico di Torino per i bimbi. All’esame anche domande sul Covid

Un protocollo lungo 62 pagine che oggi atterra sulla scrivania di Colao per la firma finale. Settimane di duro lavoro di accademici, ingegneri, avvocati, sociologi e tecnici. Tutti riuniti al tavolo (virtuale) di lavoro del Politecnico dell’Università di Torino, per stilare «scuoleapertesocietàprotetta» con l’obiettivo di far ripartire le scuole di tutta Italia il prima possibile. Si comincia con la sperimentazione in tutto il Piemonte, dagli asili alle superiori, si sono scelte scuole di ogni grado, a Torino e nei paesi. Il lavoro da fare è tanto, occorre prepararsi per anticipare le situazioni. «Perchè una cosa è chiara: la scuola come la pensiamo non sarà più così, spiega l’avvocato Diana Palomba coinvolta in prima linea nel progetto. Eppure non per questo dobbiamo arrenderci, anzi a maggior ragione occorre urgentemente mettere in moto la macchina per garantire la riapertura a settembre di tutte le scuole del nostro Paese, anche se noi puntiamo sulla ripresa dei nidi già a giugno fino al 31 luglio, una salvezza per i genitori».

Linee guida da utilizzare a livello nazionale per alunni di tutte le età. «Si partirà dai nidi, ovviamente dopo aver sanificato, perchè dobbiamo dare la possibilità alle madri di rientrare al lavoro, i nidi sono strutture più piccole e il ritorno sarà su base volontaria. Cioè i genitori potranno portare i figli, con l’autocertificazione di non avere casi in casa». Il protocollo è dettagliato e va in profondità: micro classi, 3 bambini per maestra che dovrà usare la visiera. Le sacchette dei ricambi da riportare a casa ogni giorno da lavare. Non si lascerà più niente lì, e i lettini per la nanna distanziati. «Sono piccoli passi, misure necessarie, con lo spirito che ognuno deve essere responsabile per il gruppo», spiega l’avvocato. Ci sono le linee guida per la scuola materna e per le elementari, fino ad arrivare alle superiori. «Per l’Italia questa può essere una grande opportunità di svecchiare la scuola, dall’edilizia alle piccole modifiche. Diremo addio alle classi pollaio, 15 alunni per volta divisi in due gruppi, e mai comunicanti che si alterneranno, un gruppo al mattino seguirà la lezione in classe, l’altro, collegato da casa, al pomeriggio il contrario. I ragazzi disabili o con difficoltà invece avranno la priorità o un insegnante di sostegno a casa». Anche le aule cambieranno, adesivi per distanziare gli allievi, percorsi per andare alla lavagna e per tornare al posto, le uscite regolate. Ci sarà una logistica da seguire, all’inizio non sarà facile. «I banchi saranno come delle isole, ma almeno verrà garantita la socialità ogni giorno, fondamentale per tutte le età». A pranzo i lunch box delle mense ben sigillati e ognuno consumerà al proprio banco. Le norme igieniche verranno spiegate da team specializzati e uso di mascherine. Ma non solo, sarà prevista una figura nuova in scuola, un sorvegliante, un medico, che saprà esattamente cosa fare quando tra i ragazzi ci sarà un infetto. «Perchè questo prima o poi pensiamo che succederà e lo abbiamo messo in conto. Il ragazzino verrà isolato e portato via, la struttura chiusa e sanificata. La scuola sarà così, a fasi. Per questo è previsto anche lo psicologo».

Intanto ieri il ministro dell’Istruzione Azzolina ce ha detto «A scuola si deve assolutamente ritornare, stiamo pensando a diverse opzioni» ha svelato nuovi dettagli dell’ordinanza per gli esami di Stato. Sarà soltanto di 40 il punteggio massimo che gli studenti potranno prendere nell’unica prova d’esame rimasta della maturità 2020: l’orale. Diventeranno invece molto più importanti i risultati che hanno ottenuto durante gli ultimi tre anni di scuola, che verranno ricalcolati e varranno fino a 60 punti. L’esame comincerà il 17 giugno in classe e comincerà con un argomento scelto dallo studente e i professori saranno i 6 commissari che giudicheranno. «Mi piacerebbe che quest’anno rientrasse il coronavirus tra i temi». Patrizio Bianchi, capo della task-force per organizzare la ripartenza a settembre ha concluso: «stiamo lavorando con il Comitato scientifico e stiamo facendo tre scenari: bel tempo, brutto tempo e sereno variabile, speriamo nel bel tempo e nel sereno variabile».