Antonio Signorini L'annuncio della Regione: obbligazioni per la Fase 2. Il precedente 2002 di Formigoni Facile dare un'interpretazione tutta politica ai Lombard bond lanciati ieri dalla giunta Fontana. Gli eurobond non decollan...

Fontana sfida il governo. In arrivo i Lombard bond per trovare tre miliardi

L’annuncio della Regione: obbligazioni per la Fase 2. Il precedente 2002 di Formigoni

Facile dare un’interpretazione tutta politica ai Lombard bond lanciati ieri dalla giunta Fontana. Gli eurobond non decollano, i Btp nazionali sono alle prese con l’ennesima bufera da spread. Inevitabile vedere l’obbligazione annunciata ieri dalla giunta regionale lombarda come una sfida a entrambe le emittenti.

Sfida duplice. Intanto i Lombard bond permetteranno una spesa aggiuntiva di tre miliardi per fare fronte agli effetti della crisi da coronavirus in Lombardia. Poi consentiranno alla regione di finanziarsi sul mercato ad un tasso inferiore rispetto a quello applicato ai titoli di stato.

L’annuncio è stato dato con un comunicato ufficiale del Pirellone. «I tre miliardi per il piano straordinario di investimenti in Lombardia sono previsti a debito utilizzando obbligazioni a seconda della convenienza e del tasso che il mercato offrirà». I Lombard bond «saranno autorizzati in base alle effettive necessità di cassa, come farebbe un buon padre di famiglia».

La spiegazione arriva da Massimo Garavaglia ex viceministro all’Economia leghista, e storico assessore al Bilancio della giunta Maroni. «La Lombardia per i prossimi tre anni può già contare su una liquidità intorno ai sette miliardi di euro. I Bond permettono di mettere a bilancio spese per tre miliardi, ma la Regione potrà decidere di non emettere il bond, facendo fronte alla spesa con quella liquidità. Oppure, ma questa è una mia opinione, potrà comunque emetterli finanziando altri tre miliardi di spesa in investimenti» per il dopo pandemia.

Anche nella destinazione possibile delle spese c’è il senso della sfida al governo di Roma, con il quale la giunta lombarda è ai ferri corti. Ci sono 400 milioni di euro per i comuni. «La stessa Somma che lo Stato ha destinato a tutti i comuni italiani», sottolinea Garavaglia. Poi 82 milioni per gli aumenti destinati a medici e al personale sanitario.

In Lombardia c’è già stato un precedente, i bond emessi dalla giunta Formigoni nel 2002. Servivano a finanziare investimenti per i Mondiali di sci e per il dissesto idrogeologico. «Nonostante il programma prevedesse 2 miliardi di dollari di emissioni, l’efficiente gestione dei flussi di cassa consentì di ridurre l’esposizione ad un solo miliardo», ha ricordato ieri la Regione. «Fu un vero e proprio successo: nei primi mesi del 2002 – si spiega – arrivarono richieste di sottoscrizione superiori di oltre il 30% rispetto alle obbligazioni emesse. Fu la prima volta al mondo che un soggetto subordinato allo Stato ottenne una valutazione da parte delle principali agenzie di rating (Standard and Poor’s, Fitch, Moody’s) superiore a quella dello stato sovrano. Fu un caso di studio. Le obbligazioni vennero acquistate da molti fondi di investimento fra cui anche il fondo pensionistico degli insegnanti del Texas».

La versione 2020 arriva in un momento paradossalmente migliore per le casse della regione. Possibile che nessuno dei tre miliardi sia finanziato con il Bond. Ma se dovesse succedere l’accoglienza che la regione si attende è la stessa. Tutto esaurito in poco tempo.

I Lombard bond dovrebbero essere destinati sia alle famiglie sia agli investitori istituzionali. Ma è probabile che alla clientela retail non arrivino nemmeno. Al mercato fanno gola obbligazioni con un buon rating. Quello della Lombardia di Moody’s relativo al 2019 è Baa2, quello dell’Italia, Baa3.